Scommesse non AAMS in Italia, il conto che arriva dopo: divieti, blocchi e soldi non tutelati

Updated Ottobre 2026
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Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, con le concessioni e i codici verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e richiamato dai termini dei singoli operatori.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Chi cerca «non AAMS» cerca quasi sempre una cosa sola: un bookmaker che non chieda i documenti, che non imponga il limite di deposito scelto in registrazione, che non blocchi il conto quando i prelievi superano le puntate. Esiste davvero, e non è un mercato segreto: è un listino estero, con licenze di Curaçao, Malta o Anjouan che in Italia non valgono nulla. Il problema non è la reperibilità. Il problema è che il prezzo di quella libertà si paga su tre fronti diversi, e solo uno dei tre è visibile: il dominio oscurato.

L’ADM blocca i siti privi delle autorizzazioni previste dal 2007 e lo ripete nella propria pagina di risposte: solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Un bookmaker collocato fuori da quell’elenco non è un’alternativa più generosa. È un operatore che sta fuori dal perimetro italiano, e con esso restano fuori la vigilanza, gli strumenti di limite obbligatori e — questa è la parte che nessuno mette in vetrina — la possibilità di sedersi davanti a un giudice italiano per recuperare un credito.

Cosa significa davvero «senza concessione» in Italia: la normativa che regge il divieto

Il termine «AAMS» è tecnicamente superato. L’autorità che rilascia le concessioni di gioco è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare con la sigla storica. La parola esatta per il permesso è «concessione», e non è una licenza aperta: è un titolo assegnato per gara pubblica, con requisiti patrimoniali, un piano di investimenti e l’impegno ad applicare i limiti di deposito che ADM fissa nel bando.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Il quadro attuale è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’articolo 6, comma 1, elenca cosa si può offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; l’ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Il comma 3 dà ai vincitori della gara la possibilità di gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Vale la pena fissare un punto che sfugge a quasi tutte le pagine di comparazione: la concessione è per sito, non per azienda. L’elenco «concessionari autorizzati al gioco a distanza» ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un dominio .it. Una sola società può tenerne diversi — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e la ragione sociale quasi mai coincide con il marchio sotto cui il conto viene aperto: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Chi vuole verificare legge il codice nel contratto, non il logo.

Una cosa che l’elenco non dice: i giochi. Non esiste una colonna «scommesse sportive». Un concessionario può avere in combinazione diritti su scommesse sportive, poker, giochi di abilità, casinò, exchange e bingo. Trovare un nome sull’elenco ADM non dimostra che quel marchio accetti scommesse sportive: lo dimostra il sito dell’operatore, la sezione scommesse, il palinsesto. E la presenza di un marchio in una classifica non è una concessione. Due verifiche distinte, spesso confuse in una.

Normativa, vigilanza e giurisdizione: cosa copre la concessione e cosa resta fuori

Un dominio .com senza concessione espone il giocatore a una norma di diritto penale. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM ha ricordato in un comunicato del 28 febbraio 2024, punisce con l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. ADM aggiunge la parte che riguarda il lettore: «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Non è una clausola di stile. È l’autorità italiana che dichiara il giocatore stesso destinatario della sanzione.

Cosa questo significhi in concreto, ADM non lo dice: l’importo in euro dell’ammenda non è indicato, e non si conosce alcun procedimento instaurato contro un giocatore. Il che è, di per sé, un’informazione utile. Una norma penale che esiste e non produce casi noti non è una minaccia quotidiana, ma resta una posizione giuridica scoperta: chi accetta scommesse dall’estero sta in una zona dove nessuna clausola contrattuale lo protegge e dove il regolatore lo ha già qualificato come soggetto sanzionabile. Il rischio non è proporzionato a quanto si gioca. È binario.

Sul versante dell’operatore, l’art. 4, comma 4-bis della stessa legge copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero. La pubblicità illecita porta con sé, per i media, anche provvedimenti specifici dell’AGCOM oltre alle conseguenze penali. Il risultato è un mercato con una porta girevole: la domanda esiste, l’offerta esiste, l’incontro tra le due è vietato, e il divieto colpisce più chi lo organizza che chi lo cerca.

Dove sta il valore della concessione, allora? In tre cose che non si vedono finché non servono. La prima è la vigilanza: un concessionario è esaminato, ha obblighi informativi, deve spendere ogni anno lo 0,2 % dei ricavi netti — fino a un massimo di 1.000.000 € — in campagne informative o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. La seconda è il palinsesto approvato: l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce «palinsesto» il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e si può prendere giocata solo su eventi inseriti in quel programma. A settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. La terza è la sede: una controversia su un conto italiano si discute in Italia. Su un conto offshore, il foro indicato nei termini è quello del licenziatario.

Siti inibiti e oscurati: come funziona il blocco e quanto costa ignorarlo

Il blocco è vecchio e a due velocità. Dal 2007 ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale, reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza, la quale segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. La base normativa attuale è l’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti.

Dall’aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026. Il blocco opera a livello DNS, e alcuni fornitori sono più lenti di altri ad allinearsi: un provvedimento del 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per l’esito è «oscurati», non «chiusi». Chi cerca un sito non AAMS lo trova quasi sempre. Chi lo cerca un mese dopo, con lo stesso indirizzo salvato, spesso no.

Il costo del sistema ricade anche sui terzi. L’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, prevede per i fornitori di connettività e per i prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto da ADM una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. Non è un dettaglio tecnico: è ciò che spiega perché un pagamento verso un operatore non concessionario tenda a fallire, a essere stornato o a essere rifiutato senza spiegazioni. Lo stesso art. 22, comma 1, prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione. La sua entrata in vigore non è confermata, ma la direzione è chiara: l’obiettivo non è solo rendere invisibile il sito, è rendere scomodo il passaggio di denaro.

Su questo fronte una precisazione serve, perché circola molta confusione: i punti vendita ricariche disciplinati dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 — tabaccai e ricevitorie iscritti in un registro ADM, che costa 100 € l’anno — possono ricaricare il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né consentire prelievi. È un canale pensato per un conto italiano autorizzato, non una porta di servizio verso l’estero.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che su un sito non concessionario non esistono

L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 impone ai concessionari una serie di strumenti: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Sono obblighi. Su un operatore senza concessione non sono obblighi di nessuno.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Il limite di deposito è la parte che il giocatore sente di più, perché è la prima cosa che gli chiedono e l’ultima che vorrebbe avere. In registrazione il conto ADM richiede la scelta di un limite settimanale o mensile, e i termini degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzarlo. Admiralbet chiede di impostare un tetto massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto vale subito, uno aumentato dopo 7 giorni. Chi cerca un bookmaker senza concessione cerca, in nove casi su dieci, l’abolizione di quella attesa. È l’unica cosa che compra davvero, e la compra al prezzo di tutte le altre.

Autoesclusione e RUA: perché lì il giocatore è davvero solo

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e ha una proprietà che vale più di qualunque limite: l’autoesclusione registrata si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Chi si esclude da un conto si esclude da tutti, e anche dalle sale fisiche. Un blocco volontario che nessuna seconda registrazione aggira.

I termini di Admiralbet indicano l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dalla stessa data. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede comunque strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore.

Qui la distanza tra i due mondi diventa una distanza fisica, non contrattuale. Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto offshore non ha violato un termine: ha semplicemente attraversato un confine dove il suo blocco non è stato comunicato a nessuno. È il punto in cui il risparmio di un limite diventa il costo più alto della scelta, e non è un costo in euro. È il motivo per cui questa pagina, che pure racconta il fenomeno senza ipocrisia, non indica nessun operatore fuori concessione e nessun metodo di deposito, né descrive bonus di siti non autorizzati: quei dettagli servirebbero a portare un lettore dentro il perimetro che lo lascia scoperto, e il compito è opposto.

Identificazione e conto di gioco: la trafila che protegge entrambi

Il conto di gioco italiano richiede l’identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione tramite form con copia di un documento e tramite SPID; Goldbet consente anche l’accesso con CIE attraverso un fornitore SPID. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Admiralbet accetta fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente.

Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati: è quanto indicano le pagine degli operatori. La lentezza è noiosa e la si maledice. Poi si prova a prelevare 3.000 € da un conto aperto con una mail e un IBAN estero e si capisce perché esiste.

Sul piano penale, l’età minima è 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 indica la «tutela dei minori di età» come principio, le condizioni di concessione prevedono di escludere i minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18. Esiste una delibera di un direttore ADM su scommesse e minori che richiama il DM 111/2006; il suo contenuto non è noto.

La tassazione, infine, è la voce che nel racconto comune viene data per scontata al contrario. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta grava sul concessionario: la stampa di settore le descrive come «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta. È una ricostruzione giornalistica, non una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il caso concreto la strada è un commercialista. Sul lato opposto la posizione è diversa. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR sull’intero importo ricevuto senza detrazioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va letta come andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale. Vale come avvertenza: il sito estero non è fiscalmente neutro, è solo silenzioso.

Come valutare un bookmaker ADM: i criteri che contano prima dell’offerta

La prima domanda non è quanto paga un bonus. È se il conto che sto aprendo ha un codice di concessione. Il resto viene dopo, perché nessun requisito di puntata è un problema se il credito non è esigibile davanti a un giudice italiano.

I criteri che uso, in ordine di peso reale. Concessione e codice: il numero compare nei termini dell’operatore, l’elenco ADM lo conferma, e la verifica serve a stabilire chi risponde del conto — la società concessionaria, non il marchio. Presenza di un palinsesto sportivo effettivo: un nome sull’elenco non lo garantisce, quindi si guarda la sezione scommesse, non la vetrina del casinò. Strumenti di limite e autoesclusione: quali sono, dove si trovano, quanto ci vuole per attivarli. Trasparenza dei requisiti di puntata su bonus e promozioni: rigioco, quota minima, scadenza, tetto alla vincita. Canali di deposito e prelievo realmente disponibili sul conto italiano, con i tempi dichiarati. Assistenza e lingua, perché una controversia su un conto italiano si risolve in italiano. E, ultimo ma non per importanza, la dimensione del margine: la quota che il bookmaker espone contiene già il suo compenso.

Valutazione e criteri con cui leggere la classifica dei dieci concessionari

Il criterio che pesa più di tutti, in una pagina che parla di costi, è il margine. Un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90 non è un mercato equo: la probabilità implicita di ciascun esito è 1 ÷ 1,90 = 0,5263, e sommando i due lati si arriva a 1,0526. La quota di payout è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90) = 0,95, il margine del bookmaker è 1 − 0,95 = 0,05, cioè il 5 %. Detto in modo più ruvido: su un mercato così costruito, ogni 100 € puntati in modo uniforme su tutti gli esiti, al bookmaker restano in media 5 €, e al giocatore tornano 95 €. Il margine non è una commissione che appare da qualche parte. È già dentro il numero che si legge sulla schedina.

Questo è il metro con cui ha senso confrontare i marchi di questa lista, non il valore nominale dell’omaggio di benvenuto. Un bonus di 10 € con un requisito di rigioco severo e una quota minima alta può valere meno di un bonus di importo inferiore senza vincoli stretti, e a quel punto il margine del mercato su cui si gioca diventa la variabile dominante. Su questo la trasparenza è scarsa: le comparazioni mostrano raramente un margine calcolato su un mercato dichiarato, con evento e data. Le pagine dei singoli operatori mostrano quote, non margini. Chi vuole misurare se le fa da sé, prendendo le quote dello stesso mercato 1X2 sullo stesso evento su due bookmaker e applicando la formula: il bookmaker con la somma delle probabilità implicite più bassa è quello che si tiene meno.

C’è poi un criterio che non si misura con una formula: quanto costa la parte accessoria dell’offerta. I requisiti di puntata, la quota minima ammessa per far valere un bonus, la scadenza prima della quale il rigioco va completato, il tetto alla vincita pagata in gettoni, il fatto che il bonus senza deposito sia condizionato alla registrazione con identità verificata. Nessun limite statutario a queste voci è noto: non esiste un tetto di legge né all’importo del bonus né al requisito di puntata, quindi ogni cifra va letta nei termini del singolo operatore, che è l’unico documento che conta in caso di contestazione. Su questo, l’elenco ADM offre la certezza sulla concessione e nessuna informazione sui termini commerciali. Le due cose convivono nella stessa verifica e vanno tenute separate.

Panoramica: i dieci concessionari ADM messi a confronto

Il taglio di questa pagina è il costo per il giocatore, quindi il confronto non parte dal bonus. Parte da chi risponde del conto e da cosa quell’operatore dichiara sui propri termini. La tabella raccoglie i dieci marchi trattati, il codice di concessione e la società concessionaria, e per ciascuno il punto su cui i suoi stessi termini sono più espliciti.

Marchio Codice e concessionario Cosa prevedono i termini dell’operatore
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o indeterminata; dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca dopo 9 mesi
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita; Cash Out per chiudere la giocata prima della fine
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
SNAI ADM n. 16032, Snaitech S.p.a. Singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e funzione Cash Out
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia il Telefono Verde 800 55 88 22
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e più di 20 tipi di sport
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni

Due avvertenze su questa tabella, prima che il lettore ne tragga una graduatoria. La prima è che la linea dei termini non è una misura di qualità: dice su cosa un operatore è più loquace, non quanto costa giocare da lui. Il margine vero non compare e non può comparire in una tabella costruita su fonti che non lo pubblicano. La seconda è che questo elenco non esaurisce il mercato. L’elenco ADM contiene 52 concessioni, qui ne sono trattate dieci: un marchio assente da questa lista non è per questo privo di concessione, e la verifica corretta resta l’elenco dell’autorità, aggiornato e letto per intero.

Fuori da questa lista restano anche, alla data del 25 ottobre 2026, marchi molto noti e molto cercati: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe. È il dato che spiega perché l’espressione «non AAMS» abbia tanto traffico. Le licenze estere che quegli operatori mostrano — Curaçao, Malta, Anjouan — non hanno alcun valore in Italia, e una concessione straniera non è una concessione italiana con qualche formalità in meno: è un titolo rilasciato da un’autorità che non ha giurisdizione su un conto aperto da un residente italiano.

Quanto costa giocare su un mercato a quota 1,90: il conto della perdita attesa

Il modo più onesto di dire quanto costa giocare è prendere il caso più semplice possibile. Un giocatore con un budget piccolo sceglie in registrazione, come limite di deposito settimanale, 100 € investiti una volta sola; li punta su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90. Quel 1,90 non è una quota rilevata su un evento reale: è l’esempio che serve a mostrare il meccanismo, perché il margine del 5 % che il mercato incorpora è esattamente quello che si è calcolato poco sopra.

Con margine 5 %, la perdita attesa sul turnover è 100 € × 0,05 = 5 €. Su un singolo giro da 100 €, quindi, il costo medio dell’operazione si colloca nell’ordine di 5 €, e il capitale che resta in gioco dopo il giro è in media di circa 95 €: 100 € puntati, un ritorno atteso di 95 €, 5 € di margine trattenuto dal bookmaker. Se lo stesso giocatore ripete il giro quattro volte in un mese, la perdita attesa sale intorno ai 20 €, perché il margine si applica ogni volta che il denaro passa dal banco. Se il deposito settimanale fosse di 250 € e i giri quattro, la perdita attesa si aggirerebbe sui 50 €.

La banda è questa, e va letta con la sua condizione: sono stime statistiche, medie su molti giri ripetuti, non il risultato di una singola settimana. Nessuno perde esattamente 5 € su una puntata da 100 €. Chi vince incassa 1,90 × 100 € = 190 €, con un profitto netto di 90 €; chi perde restituisce l’intera posta. Il numero dei 5 € descrive ciò che accade a un giocatore che ripete l’operazione abbastanza a lungo, non l’esito di un sabato pomeriggio, e non ha alcun rapporto con la probabilità di vincere quel singolo evento. È la ragione per cui il margine, e non il bonus, è la variabile che decide il costo di un conto sul lungo periodo: il bonus è una volta, il margine è ogni volta.

Cosa dicono bonus e requisiti di puntata quando si legge «gratis»

La parola «gratis» merita un esame separato, perché è quella che vende e quella che si sconta peggio. Il bonus di benvenuto è un termine degli operatori, non una categoria di legge: il Decreto Dignità vieta la pubblicità, non l’esistenza dell’omaggio, e non esiste né un tetto statutario all’importo del bonus né un tetto al requisito di puntata. Le cifre stanno nei termini di ciascun operatore e da nessun’altra parte.

Vale anche la pena distinguere per tipo, perché la differenza è tutta in cosa si riceve a fine rigioco. Un bonus in denaro non è un bonus in gettoni; un bonus Sport accreditato alla registrazione con identità verificata non è la stessa cosa di un bonus di verifica pagato dopo l’invio dei documenti; un premio accreditato come giocata gratuita il cui importo non viene restituito in caso di vincita non è un rimborso; un bonus senza deposito non è un bonus legato al primo versamento. Il Benvenuto Sport di William Hill, per fare un esempio concreto di questa meccanica, accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale prevede un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Due importi diversi, due condizioni diverse, due tempistiche diverse: chi legge solo il primo numero ne ha capito metà.

Il Decreto Dignità, art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore e ADM lo cita nel comunicato del 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM vigila, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove invece la pubblicità del gioco pubblico che serve un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il suo logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).

Lo stato dell’applicazione è in movimento. La stampa di settore riferisce che l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta di modifica — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — non è diventata legge, e il divieto è in vigore alla data di verifica. Per il lettore il senso pratico è uno: che una promozione sia visibile non dice nulla sulla sua convenienza, anzi il divieto spiega perché l’offerta arrivi spesso per canali diretti, posta, notifica o pagina interna, dove il confronto è più difficile e il termine scritto in piccolo conta di più.

I dieci concessionari, uno per uno

L’ordine che segue non è una graduatoria di preferenza. È l’ordine in cui questi marchi sono stati esaminati, e le differenze che contano stanno nei dettagli: chi espone per intero i propri strumenti di limite, chi sceglie l’identificazione più solida, chi ha un palinsesto profondissimo e chi si limita all’essenziale. Le concessioni sono quelle dell’elenco ADM letto il 25 ottobre 2026.

StarCasinò: casinò prima di tutto, con un bookmaker dentro

StarCasinò arriva su questa pagina con il codice di concessione ADM n. 16026, intestato ad Azzurri Limited, e con un profilo che va detto con chiarezza: è un marchio nato sul casinò, dove slot e Live Casinò occupano la vetrina e le scommesse sportive vivono accanto, non davanti. La sua app consente di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata.

Per un lettore che arriva da «scommesse non AAMS» e cerca un bookmaker puro, l’ordine delle priorità è invertito, e fingere il contrario non aiuterebbe nessuno. Chi però gioca soprattutto a slot e ogni tanto mette una singola sul calcio di Serie A trova qui un unico conto, un unico saldo e una sola procedura di prelievo, senza spostare denaro tra due piattaforme. Il punto debole, per il taglio di questa pagina, sta altrove: sulla parte sportiva i termini non offrono quei dettagli operativi — palinsesto, mercati, funzioni di chiusura anticipata — su cui si misura il costo reale di un conto. Non è un difetto del marchio; è il limite di ciò che si può verificare, e chi ha intenzione di giocare molto sullo sport farà meglio a leggere la sezione scommesse del sito prima di aprire.

Sisal: il palinsesto più affollato, e la diretta gratis che vale più di un bonus

Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16020, e il dato che la distingue dagli altri nove di questa lista non è un omaggio: è il volume. L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. La sua app Matchpoint permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le giocate da mobile.

Nell’ottica del costo, la diretta gratuita è la voce più interessante, perché è l’unica che non passa attraverso un requisito di puntata. Un bonus si sconta con il rigioco; uno streaming no. Per chi segue volley o tennis — sport dove i diritti costano poco e la copertura gratuita è rara — questa è una parte dell’offerta che nessun omaggio di benvenuto compensa, e che resta disponibile anche dopo che il bonus è stato esaurito. Lato mercati, l’app elenca la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Cash Out, vale la pena dirlo, non è una riduzione del margine: è un secondo mercato con il suo margine dentro, e chi lo usa spesso paga due volte. L’ampiezza del palinsesto è la ragione migliore per aprirlo, e anche la ragione per cui conviene controllare la quota prima di abituarsi: su 15.000 eventi live la differenza tra un operatore e l’altro diventa misurabile solo confrontando, evento per evento, quello che interessa.

Betsson: il bookmaker con l’etichetta del casinò, e la concessione di un terzo

Betsson opera in Italia con la concessione ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited — la stessa società dietro StarCasinò — e questo è il primo fatto da tenere presente: due marchi diversi, un solo concessionario. Chi apre entrambi i conti non sta diversificando il rischio giuridico, perché la responsabilità del titolo è la stessa. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Il catalogo dei mercati è quello che ci si aspetta da un operatore internazionale: ampio, ordinato e con le voci classiche che un giocatore italiano cerca, dal risultato esatto ai marcatori. La cosa da capire, con il metro del costo, è che la ricchezza dei mercati non è quasi mai il vantaggio. Il margine sui mercati secondari tende a essere più largo di quello sull’1X2, perché il bookmaker ha meno volume su cui distribuire il rischio, e un goleador o un numero di cartellini sono mercati dove la quota si allontana più facilmente dal prezzo giusto. Chi gioca abitualmente combo e marcatori dovrebbe confrontare quelle quote, non quella dell’esito finale. Per chi invece punta l’1X2 e le Under/Over con continuità, l’offerta è completa e ben organizzata, e la doppia natura casinò-sport non disturba: è solo il motivo per cui la concessione va letta in tabella invece che data per scontata.

SNAI: il marchio storico che ha fatto del Cash Out la sua abitudine

Snaitech S.p.a. è il concessionario dietro SNAI, codice ADM n. 16032, e il marchio ha una caratteristica che il resto della lista non ha: una rete fisica storica e un’app che si comporta come un’estensione del banco. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le giocate prima della fine dell’evento.

La combinazione singola-multipla-sistema è la parte più interessante per chi ragiona in termini di costi, perché è lì che il margine si accumula. In una multipla i prezzi delle singole gambe si moltiplicano, e con essi si moltiplica anche il compenso incorporato in ciascuna: su tre gambe a margine 5 % il costo complessivo non è tre volte il 5 %, è 1 − 0,95³, cioè circa il 14 %. Ogni gamba aggiunta non allunga solo la quota, allarga la forbice tra il prezzo giusto e il prezzo pagato. Il sistema mitiga il problema solo in parte, perché distribuisce la giocata senza toccare il margine per combinazione. Chi usa SNAI per le multiple abituali dovrebbe quindi trattare il numero di gambe come una scelta di costo, non solo di ambizione; chi resta sulle singole ha dalla sua un margine che non si cumula, e trova nell’app un’interfaccia solida per il mercato dei cartellini e dei tiri in porta, mercati dove il prezzo è spesso meno efficiente ma la quota disponibile è più generosa.

Eurobet: il palinsesto che allarga il campo oltre lo sport

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione ADM n. 16012 e, come visto in tabella, è la società che gestisce anche Bwin.it e giocodigitale.it: chi apre un conto Eurobet e uno bwin non cambia interlocutore giuridico. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Questa larghezza è la cosa che la distingue più di un bonus. Il palinsesto italiano è approvato da ADM evento per evento, quindi la varietà che un operatore riesce a offrire dipende da quanto lavoro ha fatto presso l’autorità: scacchi, elezioni e reality show non sono voci decorative, sono richieste di autorizzazione. Per un giocatore abituato al solo calcio la differenza sembra nulla; per chi cerca Formula 1, ciclismo o MotoGP e non trova copertura altrove, è la ragione principale per aprire il conto qui. Il rovescio della medaglia è che un palinsesto così ampio premia chi sa dove guardare: i mercati di nicchia hanno volumi bassi e margini più larghi, mentre il calcio dei grandi campionati resta la zona dove il prezzo è più competitivo. Il posizionamento, quindi, è quello di un operatore generalista e solido, più adatto a chi vuole un solo conto sotto cui far convivere sport diversi che a chi cerca il massimo sull’1X2 della Serie A.

bet365: il partner globale della Champions che si ricorda di chi ha un problema

Hillside (New Media Malta) Plc è il concessionario dietro bet365, codice ADM n. 16030. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. È il profilo internazionale della lista, e la concessione italiana è la parte che rende quella dimensione utilizzabile da un residente.

Il capitolo degli strumenti di gioco responsabile è quello che qui merita più attenzione di una sponsorizzazione. bet365 elenca tra i propri strumenti periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È una specificità vera: la quasi totalità delle pagine di comparazione liquida il tema con una riga, mentre qui c’è un elenco operativo e un numero attivo. Sul piano dell’offerta, la presenza su ippica e sport minori è probabilmente il richiamo più forte per chi scommette su cavalli o su discipline che gli altri nove trattano di rado, e per chi guarda le partite in diretta la combinazione tra una quotazione continua e una competenza specifica sugli eventi europei è un vantaggio che non si vede in tabella. Resta il fatto che, come per ogni altro marchio di questa lista, il criterio che decide è la quota sul mercato che si gioca.

Goldbet: l’accesso più rapido, il bookmaker sotto la scocca di Lottomatica

Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sigla GBO Italy, opera con la concessione ADM n. 16009 ed è la società dietro Lottomatica.it: anche qui, il marchio del quartier generale è diverso da quello che si vede. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e indica che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

La copertura è quella che serve: tutto il calcio, più altri sport, con le tre forme di giocata che il mercato italiano conosce — singola, multipla e sistema, cioè la combinazione distribuita su più esiti con più combinazioni paganti. Il sistema è il formato che chiunque prenda una multipla dovrebbe conoscere meglio di quanto non faccia, perché è l’unico modo di restare dentro una combinazione senza trasformare un singolo errore in un biglietto stracciato. Nel caso di Goldbet questo si accompagna a una struttura di accesso pensata per il mobile, con la registrazione che porta direttamente all’offerta di benvenuto: una sequenza comoda, che però è anche il punto in cui conviene fermarsi a leggere i requisiti prima di completare l’iscrizione, perché è lì che l’omaggio diventa vincolato e non più confrontabile con quelli degli altri. Nulla, nei termini disponibili, dice quanto costi giocare qui rispetto a un concorrente sul mercato che interessa: resta la verifica da fare con le quote.

Planetwin365: la Serie A e le coppe europee, senza giri di parole

Pwo S.p.a. è il concessionario con la concessione ADM n. 16007, e Planetwin365 ha costruito la propria identità sul calcio: l’app copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Per il lettore tipo di questa pagina — chi scommette sul campionato italiano — la copertura è quella giusta, e la profondità sulla Serie C è un dettaglio che quasi nessun concorrente offre con la stessa serietà. Sotto il profilo del costo, il fatto che un operatore tratti anche le serie minori e i campionati esteri secondari significa che ha un’idea precisa del margine per fascia di mercato: sui grandi campionati il prezzo è competitivo per necessità, sulle serie minori la forbice si allarga, perché il volume è basso e il bookmaker deve proteggersi. Chi gioca Serie A e Champions trova quindi la parte migliore dell’offerta; chi scommette abitualmente su Serie C o su campionati esteri minori paga un prezzo più alto, e dovrebbe confrontarlo con quello di un concorrente prima di prenderlo come riferimento. I risultati in diretta completano il quadro per chi segue le partite in tempo reale.

AdmiralBet: il conto che chiede i documenti e impone i propri limiti in registrazione

Admiral Bet S.r.l. detiene la concessione ADM n. 16048 e, tra i dieci di questa lista, è l’operatore su cui i propri termini dicono di più sul tema che questa pagina tiene al centro. Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. In fase di registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

È l’esempio più chiaro di quanto questa pagina sostiene fin dall’inizio: il bookmaker italiano impone un attrito che il sito estero non ha, e quell’attrito è il prodotto. Chi cerca un conto «non AAMS» per depositare senza limiti, per alzare un tetto in un pomeriggio o per non inviare documenti, qui trova esattamente il contrario: tre limiti da fissare, i documenti, e sette giorni di attesa per ogni rialzo. È il costo che si paga per avere in cambio la copertura del RUA e la certezza che il conto risponda a una società italiana. Va detto anche che l’obbligo di documenti non è una scortesia del marchio: è la condizione per prelevare senza intoppi, ed è la ragione per cui un conto verificato bene in partenza non blocca i pagamenti dopo. Per chi ha bisogno di alzare il limite con frequenza — chi gioca molto nei weekend, per esempio — la finestra di sette giorni è il vincolo da mettere in conto prima di aprire, perché il tetto non si sposta quando serve.

BetFlag: SPID e CIE come via principale per aprire il conto

Betflag S.p.a. opera con la concessione ADM n. 16008, e la sua particolarità sta nel modo in cui si entra: il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. È l’unico della lista che mette le due vie di identità digitale sullo stesso piano della registrazione tradizionale.

Il vantaggio è pratico e si vede al momento del prelievo. Un conto validato tramite SPID o CIE è verificato per costruzione: il prelievo non resta in attesa di un documento caricato male o di un formato sbagliato, ed è la trafila che genera la maggior parte delle richieste all’assistenza nei primi giorni di vita di un conto. Per chi ha SPID — ormai la maggioranza dei residenti italiani che usano servizi pubblici online — è il percorso più breve, e non c’è ragione di scegliere la strada lunga. Per chi non ce l’ha, resta la registrazione classica con documento, con la scadenza dei 30 giorni per la validazione che vale come per gli altri. Il marchio è meno esposto dei concorrenti sul fronte del palinsesto ampio, e questo lo rende meno interessante per chi cerca sport di nicchia: chi cerca la copertura massima farà meglio altrove, chi vuole un conto aperto in dieci minuti senza pensarci più è nel posto giusto.

Domande frequenti sulle scommesse non AAMS in Italia

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Il rischio non è perdere le vincite per un tecnicismo, è non avere nessuno a cui chiederle. Un operatore senza concessione non è vigilato da ADM, non si collega al RUA e non offre una sede giudiziaria italiana. ADM, nel comunicato del 28 febbraio 2024, dichiara inoltre il partecipante stesso sanzionabile con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si cerca il codice nei termini o nel contratto dell’operatore, poi lo si confronta con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, letto alla data di oggi: 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Verificare nel mercato, non nell’elenco, se il marchio offre davvero scommesse sportive.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi è operativo dal 2018 e raccoglie le richieste di esclusione volontaria. La sua proprietà decisiva è l’estensione: un’autoesclusione registrata vale su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta, e anche sulle sale fisiche. I siti non concessionari non vi sono collegati.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?

L’art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, tv, radio, stampa, affissioni e internet. L’AGCOM sanziona con il 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 €. La disciplina è in vigore; una proposta di modifica non è diventata legge.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si scegli un limite settimanale o mensile, e l’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 impone autolimiti su tempo, spesa e perdita. Nei termini degli operatori il limite si abbassa con effetto immediato mentre per alzarlo serve attendere sette giorni; Admiralbet chiede tetti giornalieri, settimanali e mensili su ricarica, spesa e tempo di gioco.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Su un conto con concessione ADM l’imposta unica grava sull’operatore: 20,5 % se la raccolta è su rete fisica e 24,5 % se è a distanza, sulla differenza tra giocate e vincite. Le vincite sono «tassate alla fonte» secondo la stampa di settore e non si dichiarano, ma per il caso concreto conviene un commercialista. Su un sito estero valgono le regole dei redditi diversi.

In sintesi: che cosa costa davvero rinunciare alla concessione

Tre cose si comprano restando fuori dal perimetro ADM, e nessuna delle tre vale il prezzo. Si compra l’assenza di limiti di deposito, cioè la possibilità di depositare più di quanto fosse prudente — e di farlo senza l’attesa di sette giorni che esiste proprio per raffreddare quella decisione. Si compra la rapidità, un conto aperto con una mail e nessun documento, che però diventa lentezza al primo prelievo serio. Si compra l’assenza di una sede italiana, che è un vantaggio solo finché non c’è nulla da contestare.

Dall’altra parte del conto ci sono voci che non si vedono nella vetrina. Un’autoesclusione che non vale più nulla appena si cambia dominio, e questo è il costo più alto di tutti, perché riguarda la persona e non il portafoglio. L’applicazione dell’art. 4 della legge 401/1989, che ADM stessa ha ricordato il 28 febbraio 2024 estendere la sanzione anche al partecipante, con un’ammenda di importo non indicato e un arresto fino a tre mesi. L’inibizione dei domini ai sensi dell’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 104/2020, con 11.481 indirizzi oscurati secondo il provvedimento del 24 settembre 2025 e i mirror che ricompaiono in poche ore. E, per finire, la posizione fiscale: le vincite online da siti esteri, secondo la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate, rientrano tra i redditi diversi dell’art. 67 TUIR e andrebbero dichiarate sull’intero importo, con un’aliquota che non è dato conoscere e una consulenza professionale che resta necessaria.

La raccomandazione che questa pagina può dare è una sola, e non è quella di aprire un conto. È di leggere il codice di concessione prima di leggere il bonus, perché il primo determina chi risponde del denaro e il secondo quanto quel denaro costa. Il margine incorporato nella quota — il 5 % di un mercato a 1,90 e 1,90, che diventa circa il 14 % su una multipla a tre gambe — si paga ogni volta, su qualunque operatore, e non è riducibile con astuzia. La concessione, invece, si può scegliere. Fra un conto con tutele e un conto senza, la differenza non si vede quando si vince. Si vede quando si vuole smettere.

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