Scommesse sui cartellini 2026: regole, quote e operatori con concessione
Quando William Hill mette in fila le proprie regole sui cartellini, la prima cosa che salta all’occhio non è il mercato: è l’aritmetica. Un cartellino giallo vale 1 punto, uno rosso ne vale 2, e nessun giocatore può superare i 3 punti in una partita. Il resto — chi offre il mercato, cosa costa, cosa succede se la partita finisce in rissa — viene dopo, e non è affatto scontato.

Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, con le concessioni verificate sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.
Un mercato che si gioca sui numeri, non sui nomi
Chi cerca una scommessa sui cartellini arriva di solito con una domanda molto semplice: chi prende il giallo, e quanti. La risposta del mercato è meno poetica. Si scommette su un conteggio, non su un episodio, e il conteggio lo decide un regolamento scritto prima del fischio d’inizio, non l’arbitro in diretta. È per questo che le regole dei singoli operatori pesano più che altrove: su 1X2 il risultato lo stabilisce il campo, sui cartellini lo stabilisce il regolamento dell’operatore.

Cosa dice il regolamento di un singolo operatore
William Hill pubblica il proprio conteggio per intero. Un giallo vale 1 punto, un rosso 2, con un tetto di 3 punti per singolo giocatore. Il tetto è la parte da leggere due volte, perché non è un dettaglio tecnico: chi segna un doppio giallo seguito da rosso si ferma comunque a 3 punti, e un giocatore espulso in modo clamoroso dopo due ammonizioni non porta alla schedina più di quanto porterebbe un compagno con un solo giallo e un rosso diretto. Il tetto appiattisce i casi estremi, e appiattisce con loro le quote.
Per i mercati che l’operatore chiama punti cartellino, la stessa scala vale con una precisazione: un doppio giallo con rosso vale 3 punti, mentre un rosso diretto vale 2 punti. Chi legge velocemente questa riga immagina che il rosso pesi più del doppio giallo; è l’esatto contrario. La scala premia la sequenza, non la gravità dell’infrazione, e per il giocatore significa che la schedina costruita sul giocatore più rissoso della partita non è automaticamente la schedina costruita sul giocatore che vale più punti.

Quando il mercato conta solo i gialli
C’è poi il mercato a conteggio ridotto, quello che guarda soltanto i cartellini gialli. Qui William Hill assegna due punti al doppio giallo e non considera alcun cartellino rosso nel conteggio finale. Un’espulsione, anche diretta, sparisce dalla conta. Per chi gioca sul numero dei gialli questa è una notizia molto pratica: la schedina non salta per un episodio violento a metà ripresa, perché il rosso non entra nel totale. In compenso il doppio giallo — che gli occhi di chi guarda la partita leggono come un’unica espulsione — pesa come due ammonizioni distinte, che è esattamente ciò che è.
Chi entra nel conteggio e chi no
Il perimetro della partita è più stretto di quanto ci si aspetti. Nei mercati sui cartellini gialli e rossi William Hill limita le scommesse ai soli giocatori in campo: restano fuori le espulsioni di giocatori in panchina, degli allenatori e degli altri membri dello staff, e quelle comminate dopo la fine della partita. Quest’ultima esclusione è quella che fa più male a chi non la legge. L’allenatore allontanato al novantesimo è un evento che il tifoso ricorda e che la schedina ignora. E una rissa negli spogliatoi a partita finita vale zero punti, anche se il referto arbitrale la registra.
A chiudere la fila c’è la questione che decide le controversie prima che nascano: il referto. William Hill liquida le scommesse su risultato, marcatori e cartellini sulla base dei dati del sito ufficiale della manifestazione; solo se quei dati non sono disponibili si passa ai dati OPTA e, in casi particolari, alla registrazione video del match. La gerarchia conta perché un giallo assegnato dal sito ufficiale due ore dopo la partita — a volte a un giocatore diverso da quello che la moviola aveva indicato — entra comunque nella schedina. Non esiste un ricorso contro la fonte: esiste solo la fonte.
Questo è il primo dei due parametri che contano. Il secondo è chi offre il mercato, e lì la geografia legale italiana si fa sentire.
Valutare un bookmaker italiano: che cosa guardare davvero
La classifica che segue non nasce da una preferenza. Nasce da tre domande che si possono verificare, e che un lettore può porsi da solo davanti a qualunque operatore.
La prima è la concessione. In Italia chi offre gioco a distanza ha bisogno di una concessione ADM — l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che molti continuano a chiamare AAMS — rilasciata per singolo sito. L’elenco pubblico dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è l’unico test che conta: o il sito è lì, o non lo è. Non è una formalità burocratica da saltare con un clic, perché la concessione è ciò che porta con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’Agenzia e gli strumenti di limite obbligatori.
La seconda è che il mercato specifico esista davvero. Un operatore può avere il diritto alle scommesse sportive e non pubblicare un mercato sui cartellini; la concessione non lo impone, e il catalogo cambia con il palinsesto approvato evento per evento.
La terza è il costo implicito. Ogni quota contiene il margine del bookmaker, e un mercato di nicchia come i cartellini è, quasi sempre, più caro di un 1X2 sulla stessa partita. Chi scommette solo sui cartellini paga questo sovrapprezzo a ogni giocata, e non c’è bonus di benvenuto che lo compensi nel lungo periodo.
| Brand | Concessione ADM e concessionario | Che cosa dicono le condizioni dell’operatore sui cartellini |
|---|---|---|
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc, sito .it proprio | Giallo 1 punto, rosso 2 punti, massimo 3 punti per giocatore; doppio giallo con rosso 3 punti; nel mercato sui soli gialli il doppio giallo vale 2 punti e il rosso non entra nel conteggio; contano solo i giocatori in campo |
| Goldbet e Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sito .it proprio | Fra i mercati di calcio, accanto a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini |
| SNAI | Concessione ADM: il numero è indicato nelle condizioni dell’operatore, sito .it proprio | Mercato sui cartellini accanto a risultato esatto, numero di goal, tiri in porta e rigori, con Cash Out per chiudere la schedina prima della fine |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito .it proprio | Singole, multiple e sistemi con storico delle schedine nella pagina My Bets |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a., sito .it proprio | Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Goal/No Goal, Multigoal, tiri in porta, rigori ed espulsioni, con Cash Out |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l., sito .it proprio | Limiti di ricarica, spesa e tempo impostati in registrazione e autoesclusione fino a tempo indeterminato |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited, sito .it proprio | Pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a., sito .it proprio | Streaming degli eventi sportivi in diretta, con palinsesto quotidiano su tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l., sito .it proprio | Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited, sito .it proprio | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali, accanto a slot e Live Casinò |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a., sito .it proprio | Bonus sport con giro di 3 volte il deposito su multiple di almeno 3 eventi a quota minima 2,00 per evento |
Due cose si vedono nella tabella, e nessuna delle due è una svista. La prima è che il mercato sui cartellini compare per nome solo dove il regolamento dell’operatore lo nomina: William Hill, Goldbet con Lottomatica e SNAI. Sugli altri la colonna resta vuota perché il regolamento non tocca la materia, non perché l’operatore non accetti la scommessa. Un catalogo di mercati cambia con il palinsesto approvato, e il modo di verificarlo è la pagina dei mercati dell’operatore il giorno dell’evento, non la tabella.
La seconda riguarda le due società che compaiono due volte. Eurobet Italia S.r.l. è il concessionario dietro più siti .it, e Goldbet Better Organization Italy è il concessionario dietro Lottomatica: la concessione è legata al sito, non al marchio, quindi il nome commerciale che il lettore vede non coincide quasi mai con la ragione sociale che risponde della licenza. Sui due siti i cataloghi restano due, e restano due anche i regolamenti.
Perché in questa lista non ci sono dieci mercati sui cartellini
La domanda ha una risposta storica e una pratica. La concessione autorizza a offrire scommesse a quota fissa, ma il palinsesto — il programma di eventi e tipi di giocata che il concessionario prepara e l’Agenzia approva — viene aggiunto un pezzo alla volta. Un mercato che non è nel palinsesto non può essere accettato, per quanto l’operatore sia regolare in tutto il resto.
Il risultato è che due siti entrambi in regola possono avere due cataloghi molto diversi, e che la profondità di un catalogo non è una misura di serietà. È una misura di come l’operatore ha organizzato la propria offerta sulle partite che gli interessano.
Che cosa costa il mercato, in una quota
Vale la pena misurare il margine su un mercato a due esiti, dove il calcolo è trasparente. Prendiamo un esempio illustrativo con entrambe le quote a 1,90 — non è un prezzo quotato da nessun operatore su nessun evento, è la costruzione con cui si vede il meccanismo. La quota di rimborso è 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90, che dà poco meno di 0,5263: il mercato restituisce circa il 52,6 % di quanto raccoglie, e il margine del bookmaker è di circa il 47,4 %. Su cento euro puntati in parti uguali sui due esiti, rientrano in media circa 52,6 €.
Il numero sembra enorme, ed è enorme per un 1X2. Regge però su una condizione precisa: che le due quote restino davvero entrambe a 1,90. Su un mercato a due esiti la quota di rimborso si muove molto rapidamente, e basta poco perché cambi: a 1,95 per lato il margine scende intorno al 48,7 %, mentre a 1,85 per lato sale oltre il 54 %. Il margine non è una proprietà dell’operatore, è una proprietà della coppia di quote, e su un mercato a due esiti è la coppia che il giocatore vede sul tagliando.
Confrontiamo il numero con un 1X2, che è l’unico mercato su cui il lettore ha memoria di spesa. Un 1X2 a tre esiti ha quote molto più lunghe — 2,20 sulla favorita, 3,40 sul pareggio, 3,60 sull’outsider sono valori tipici — e la loro somma di reciproci scende ben sotto quella di un mercato a due esiti. Il margine su un mercato a due esiti è strutturalmente più alto, e questo è esattamente il motivo per cui i mercati di nicchia come i cartellini costano al giocatore più di un risultato finale. La comodità del mercato si paga nella quota.
Che cosa è successo al mercato italiano dal novembre 2026
Il quadro non è più quello di tre anni fa, e chi scommette in Italia dovrebbe sapere per quale motivo la lista degli operatori legali assomiglia così poco a quella che vede su Google.
Il riordino del 2024 e le concessioni del 2025
Il riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il decreto ha ridisegnato il sistema delle concessioni, che non sono licenze aperte ma titoli assegnati con gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: alla lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lettera b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lettera c) i giochi di ippica nazionale; alla lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; alla lettera f) il bingo.
L’art. 6, comma 3 fissa la durata: fino a nove anni, senza rinnovo. L’ comma 5 mette tra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’Agenzia stabilisce nella gara, mentre gli articoli 4 e 5 garantiscono che condizioni e regime fiscale della concessione restino fissi per tutta la durata.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051.
La concessione è del sito, non del marchio
Questo è il punto su cui si creano più malintesi, e vale la pena fermarcisi. Ogni riga dell’elenco è legata a un sito .it, non a un nome commerciale. Una stessa società può comparire su più righe: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione dietro Lottomatica è di Goldbet Better Organization Italy, e dietro Betsson e StarCasinò c’è Azzurri Limited. Il marchio sull’insegna e la ragione sociale che risponde all’Agenzia sono due cose diverse, e lo sono quasi sempre.
C’è poi il limite più insidioso dell’elenco: non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione. Un nome presente in elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito stesso, o l’app. E il numero di concessione, che è la prova più semplice da raccogliere, sta nelle condizioni dell’operatore.
La concessione ADM e ciò che comporta per chi gioca
Un elenco pubblico ha un difetto e un pregio: non si può raccontare. Nella lettura del 25 ottobre 2026 non compaiono Unibet, Betway, 1xBet e 22bet tra le 52 righe. Il dato ha una lettura operativa immediata, e una precisazione che va fatta subito dopo.
La precisazione è che un marchio assente da questo elenco non è automaticamente illegale, e che un marchio presente non è per ciò solo completo, perché i giochi che può offrire li decide la sua concessione e non la riga dell’elenco. La lettura operativa è più semplice: la concessione è per sito, l’appartenenza si legge dalla riga, e il numero va cercato nelle condizioni.
Verificare una concessione in tre minuti
Il percorso è breve e non richiede competenze tecniche. Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e si cerca il nome del sito, non il marchio: permette di scoprire che dietro un’insegna nota c’è una società con un altro nome, e che a volte la stessa società risponde di tre siti. Si annota il numero di concessione. Si apre poi la sezione delle condizioni dell’operatore e si confronta il numero con quello dichiarato. Se i due numeri coincidono, la verifica è chiusa.
Accanto all’elenco dei concessionari l’Agenzia, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche. È lo strumento da usare quando un operatore estero promette condizioni migliori: la domanda da farsi non è se sia regolare nel suo paese, ma se sia nell’elenco italiano.
Qui l’articolo fa una scelta e la dichiara: sui mercati e sui parametri di gioco ci si limita a ciò che le condizioni degli operatori e le schede degli store pubblicano, e su tutto il resto non si fanno affermazioni. Una riga vuota in una tabella è un’informazione onesta; un numero inventato per riempirla non lo è.
Che cosa cambia, in pratica, per chi punta
La concessione non è un bollino da collezione, è il presupposto di una serie di cose che altrimenti non esistono: l’autoesclusione registrata nel RUA — il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018 — che blocca tutte le piattaforme online autorizzate in Italia e anche le sale fisiche; la vigilanza dell’Agenzia sull’operato del concessionario; gli strumenti di limite obbligatori previsti dall’art. 15, comma 1, che vanno dai limiti su tempo, spesa e perdita a quelli sugli importi depositati in un periodo definito, dagli avvisi automatici sulla durata della sessione al canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno; e un foro italiano, se nasce una contestazione.
Manca tutto questo, invece, su un sito che accetta giocatori italiani senza concessione. Il calcolo è semplice: il vantaggio che un dominio estero può offrire in termini di quota o di bonus viene pagato con l’assenza totale di tutele — e con qualcosa di più, che vale la pena verificare prima di versare.
Giocare responsabile: gli strumenti che la concessione mette a disposizione
Chi apre un conto di gioco in Italia incontra una serie di decisioni prima ancora di poter scommettere. È la parte della normativa che al giocatore tocca direttamente, e vale la pena conoscerla prima di aprire il conto per non trovarsi a gestire una procedura di modifica nel bel mezzo di una sessione.
I limiti si scelgono in registrazione
L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti: limiti di tempo, spesa e perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’Agenzia; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
La regola che conta nella pratica è quella temporale: un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per alzarlo si aspetta. AdmiralBet lo scrive in modo esplicito nelle proprie condizioni, con sette giorni di attesa per l’aumento di un limite, e chiede già in registrazione di impostare un tetto massimo di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile. La finestra di sette giorni è il pezzo di normativa che ha la maggiore conseguenza misurabile sul giocatore: chi alza il limite in una serata storta si accorge che l’operatore non lo accontenta subito, e quella pausa è pensata esattamente per lui.
L’autoesclusione: come funziona e quanto dura
L’autoesclusione è lo strumento più forte, perché non blocca un sito ma tutti. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, raccoglie chi ha chiesto l’esclusione e la comunica a ogni piattaforma autorizzata in Italia, comprese le sale fisiche. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Le due finestre convivono per un motivo logico, non per un errore di scrittura: un conto aperto prima del 1° febbraio 2026 e uno aperto dopo possono ricadere in regole diverse. Se il periodo breve è la scelta che interessa, conviene accertare quale intervallo l’operatore applica oggi, perché la differenza tra sette giorni e trenta è la differenza tra una pausa e un lungo silenzio.
C’è un dettaglio operativo che sfugge quasi sempre, e riguarda proprio la parte in cui il marchio è un nome di casinò. Un conto StarCasinò ricade nella stessa matrice, e questa uniformità è la conseguenza più utile del sistema: chi apre un conto presso un concessionario e si esclude da lì si esclude da ogni piattaforma autorizzata in Italia, in una direzione utile anche a chi apre il conto solo per il mercato sportivo.
Quello che un sito senza concessione non ha
Un RUA esiste solo per gli operatori collegati. Uno strumento di autoesclusione registrato su un sito estraneo al registro non comunica con nulla e con nessuno: il giocatore crede di essersi fermato, e nello stesso pomeriggio può versare altrove. La cosa non è una svista del sistema, è la struttura del sistema.
Il quadro si chiude con il dovere informativo dei concessionari. L’art. 15, comma 2 impone a ciascuno di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, con un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. Un budget del genere fa parte del costo di gestione di un concessionario: è il motivo per cui conviene guardare con una certa freddezza alle promesse di gioco responsabile che non hanno un numero accanto.
Quando l’operatore liquida e quanto resta in tasca
C’è un ultimo aspetto che riguarda il denaro vero e non il gioco. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 — nella misura del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Per il giocatore, stando a quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario: il giocatore incassa la somma netta e non dichiara nulla. È una tesi riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione operativa è sobria: prima di fare affidamento su questa lettura in una situazione concreta, conviene consultare un commercialista.
Il quadro cambia del tutto per le vincite incassate su siti non autorizzati, dove l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza detrazioni. La lettura pratica è l’assenza di ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va letta per quella che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Gli operatori con concessione, uno per uno
La lista che segue copre i concessionari di cui la nostra ricognizione ha raccolto le condizioni pubblicate e i dati delle schede store. Non è un elenco esaustivo del mercato: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare qui non è per questo senza licenza. Sui mercati e sugli strumenti ci si attiene a ciò che le condizioni degli operatori e le schede degli store dichiarano, senza aggiungere nulla.
William Hill: l’unico regolamento dei cartellini scritto per intero
William Hill è l’unico operatore della lista che pubblica il proprio regolamento sui cartellini in modo da renderlo verificabile. Giallo 1 punto, rosso 2 punti, tetto di 3 punti per giocatore; doppio giallo con rosso 3 punti; nel mercato sui soli gialli il doppio giallo vale 2 punti e il rosso non entra nel conteggio; contano solo i giocatori in campo, con l’esclusione di panchina, staff e provvedimenti successivi al fischio finale. Alla concessione aggiunge una funzione che vale la pena leggere, il Player Builder, che permette di combinare sulla stessa partita un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta.
Il Benvenuto Sport è un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. La struttura a tranche è il punto: le 10 € si sbloccano una alla volta, e la quota minima di 5.00 su almeno cinque selezioni è un requisito di forma, non di fortuna. Un bonus da 50 € si trasforma in cinque multiple da rischiare, non in cinquanta euro di credito da usare come si vuole.
Chi punta sui punti cartellino trova qui il regolamento di cui ha bisogno per costruire la schedina, e trova anche la quota minima sui cartellini: il mercato c’è, con regole scritte. Il verdetto è che William Hill è l’unico della lista dove la giocata sui cartellini si può progettare prima di piazzarla — e chi gioca su un doppio giallo trova il regolamento che dice senza sorprese quanto vale.
Lottomatica: cataloghi larghi, regolamenti da cercare
Lottomatica è il marchio dietro l’app sportiva con copertura su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire live la partita. La concessione n. 16010 fa capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., e questa è la ragione per cui Goldbet e Lottomatica condividono lo stesso titolo pur restando due siti con cataloghi propri.
Il mercato sui cartellini compare per Goldbet tra i mercati di calcio, accanto a 1X2, marcatori e numero di goal. Su Lottomatica la scheda pubblica non lo nomina, e questa è la differenza da tenere presente: il marchio è lo stesso, il regolamento no. La copertura live con streaming è la parte che vale di più per chi vuole seguire i cartellini in diretta, perché vedere la partita senza cambiarne una nel frattempo è l’unico motivo per cui un mercato così dipendente dagli episodi si lascia giocare.
Il verdetto è che Lottomatica è il posto giusto per chi vuole copertura ampia e streaming, non per chi vuole sapere prima come verrà contato un doppio giallo.
SNAI: il mercato dei cartellini accanto a tutto il resto
SNAI propone scommesse su tiri in porta, cartellini e rigori accanto al risultato esatto e al numero di goal, e la sua app offre singole, multiple e sistemi con Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.
Il numero di concessione non figura nella scheda raccolta; le condizioni dell’operatore lo indicano, ed è lì che va cercato. Sul mercato dei cartellini SNAI non pubblica una scala di punti analoga a quella di William Hill, quindi chi vuole contare i punti deve procurarsi il regolamento prima di giocare.
Il verdetto: SNAI mette il mercato in un catalogo larghissimo e lo accompagna con il Cash Out, che su una giocata dipendente da episodi singoli è una delle poche vie d’uscita sensate. Chi non vuole rincorrere un cartellino all’ottantacinquesimo ha qui lo strumento.
Eurobet: la mappa delle società dietro i marchi
Eurobet è il caso che spiega meglio di ogni altro come funziona la concessione per sito: la concessione n. 16012 è di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, e la stessa società compare su più siti .it. L’app copre scommesse singole, multiple e sistemi, e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets.
Il catalogo è quello di un operatore sportivo generalista, e questo va detto chiaramente: qui la materia dei cartellini non è nominata. Chi apre il conto per quel mercato specifico lo fa sulle condizioni generali e verifica il palinsesto dell’evento prima di puntare.
Il verdetto è che Eurobet vale come casa per il giocatore di singole e multiple ordinarie, e che la sua apparizione nella lista dei marchi con concessione dietro diversi siti è la cosa più utile che questo operatore insegna a chi confronta operatori italiani.
Sisal: mercati accessori e Cash Out
Sisal mette insieme una serie di giochi che vale la pena elencare per intero, perché il lettore li incontra con nomi propri: la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal e No Goal e Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Tra questi, le giocate sui rigori e sulle espulsioni sono le più vicine alla materia dei cartellini, e non per coincidenza: sono i mercati che condividono la stessa logica degli episodi, dove il risultato dipende da un evento puntuale e non dal punteggio. Il numero di concessione non figura nella scheda raccolta e va cercato nelle condizioni del sito.
Il verdetto: Sisal costruisce attorno agli episodi una famiglia di mercati piuttosto che un singolo conteggio, e per chi cerca il rischio puntuale è più interessante del mercato dei cartellini in sé.
AdmiralBet: la parte noiosa e utile della concessione
AdmiralBet non ha nulla da dire sui cartellini, e questo va scritto senza girarci intorno. Ciò che ha da dire è tutto sul resto, e non è poco. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto ad effetto immediato e un limite aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Il merito va riconosciuto sul terreno giusto: la finestra dei sette giorni per alzare un limite è il vincolo che vale più di qualunque promessa, perché impedisce l’aggiustamento d’impulso a partita in corso. La concessione n. 16048 fa capo ad Admiral Bet S.r.l.
Il verdetto è che AdmiralBet è la scelta di chi vuole un conto con i freni già montati, e che sui cartellini quel conto resta senza regolamento pubblicato: le due cose convivono, e chi punta sui punti deve procurarsi le regole altrove o rinunciarvi.
Betsson: ampiezza di mercati senza una scala di punti
Betsson mette a disposizione un’app che copre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La concessione n. 16027 fa capo ad Azzurri Limited, che è anche il concessionario dietro Starcasino.it: due marchi, due siti, una sola società.
Sul conteggio dei cartellini non c’è una scala pubblicata, e anche qui la verifica va fatta sul palinsesto dell’evento. La profondità del catalogo è reale e riguarda i mercati principali, non questa nicchia.
Il verdetto: Betsson conviene a chi cerca ampiezza di eventi e vuole restare su mercati dai regolamenti noti, mentre chi cerca il conteggio dei punti deve guardare altrove.
Planetwin365: streaming come prodotto centrale
Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Il tennis tavolo è il dettaglio che dice più cose di tutte le altre: un mercato quotidiano su uno sport di nicchia segnala un operatore che costruisce volume, non solo copertura dei grandi campionati.
Sul mercato dei cartellini non c’è una scala pubblicata. La concessione n. 16007 fa capo a Pwo S.p.a.
Il verdetto: Planetwin365 è l’operatore giusto per chi guarda prima di puntare e vuole farlo ogni giorno e non solo nel weekend di Serie A, ma chi cerca il conteggio dei cartellini resta senza regolamento.
Betfair: un exchange dentro il perimetro delle concessioni
Betfair è un caso a parte, e conviene dirlo subito. Il suo catalogo include Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. Ma la concessione n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., copre anche il betting exchange, che in Italia è regolato come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 e definito dall’art. 2, lett. u): il giocatore può fare la punta o la banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo.
Le regole dell’exchange italiano sono più sottili di quelle di un bookmaker. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo che grava sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia che va verificata sul sito. Betfair viene descritto come il primo, con la concessione 16028.
Il verdetto è che Betfair è il caso in cui la concessione italiana vale più del resto: l’exchange è un gioco con un regolamento a sé, e chi ci entra lo fa sapendo che le regole sono scritte e il prelievo non è a suo carico — sempre stando a quanto viene riportato, con le condizioni dell’operatore da leggere per intero.
StarCasinò: il conto che resta nel perimetro della tutela
StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò. La concessione n. 16026 fa capo ad Azzurri Limited, la stessa società che risponde di Betsson.it, e questo è il dato interessante: un conto aperto su un marchio con un’anima da casinò ricade nella stessa matrice di tutele di qualunque concessionario, compreso l’effetto dell’autoesclusione su tutte le piattaforme autorizzate in Italia.
Per chi gioca sia a casinò sia a sport, il punto non è indifferente. Uno strumento di esclusione registrato su un conto di casinò ferma anche le scommesse, e viceversa. Chi pensa di separare le due attività con due conti diversi sbaglia: quello che conta è la concessione, non il marchio.
Il verdetto è che StarCasinò va letto per quello che è — un conto dove il gioco da casinò è il centro e lo sport la parte accessoria — e che proprio la condivisione della concessione con un marchio sportivo rende la scelta di dove aprire il conto meno rilevante di quanto sembri sul piano delle tutele. Sui cartellini non c’è una scala pubblicata.
NetWin: quando il bonus vale la pena solo con le regole giuste
NetWin chiede condizioni precise per il bonus. Per sbloccare il bonus Sport occorre un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2,00 per evento e quota totale di almeno 10,00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.
Vale la pena tradurre la richiesta in numeri, perché le condizioni acquistano senso solo così. Con un deposito di 50 €, il giro richiesto è di 150 € di puntate reali da completare in una settimana, e con multiple da almeno 3 eventi a quota minima 2,00 per evento e quota totale di almeno 10,00. Il numero di schedine dipende dalla puntata scelta, ma il vincolo di forma è più severo del vincolo di quantità: sono le 7 giornate a decidere se la cosa è fattibile, non l’importo. Un giocatore di singole che coprono i mercati principali è fuori dai requisiti già all’ultimo capoverso delle condizioni. Il conteggio dei cartellini non è tra i mercati esclusi, cosa che apre una possibilità interessante per chi vuole chiudere il giro su un mercato di episodi con una multipla costruita a tavolino.
La concessione n. 16035 fa capo a Netwin Italia S.p.a.
Il verdetto è che le condizioni di NetWin sono strette ma leggibili, e che il vincolo delle 7 giornate su multiple costruite a tavolino ne fa un’offerta per giocatori metodici piuttosto che per chi punta d’impulso.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, si cerca il nome del sito e non il marchio, si annota il numero di concessione e lo si confronta con quello dichiarato dall’operatore nelle proprie condizioni. Se i due numeri coincidono, la verifica è conclusa.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata. Con 10 € a quota 1,85 il ritorno è 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto. La quota viene fissata quando la scommessa è registrata e non cambia più, qualunque cosa accada dopo.
Come si vede dalle quote di un bookmaker il margine che trattiene?
Si somma il reciproco di ogni quota dello stesso mercato e si divide 1 per quella somma: il risultato è la quota di rimborso, e il margine è ciò che resta. Su due quote da 1,90 il rimborso è di circa il 52,6 % e il margine del bookmaker di circa 47,4 %.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Al momento della registrazione si scelgono un limite settimanale o mensile, e i concessionari chiedono di fissare tetti su ricarica, spesa e tempo anche su base giornaliera. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Il tetto di deposito che l’Agenzia fissa nella gara di concessione non è noto.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore, stando a quanto riporta la stampa di settore, perché l’imposta unica grava sul concessionario: il giocatore incassa il netto e non dichiara nulla. Prima di fare affidamento su questa lettura, conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione?
Il sito non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, non ha la vigilanza dell’Agenzia né gli strumenti di limite obbligatori, ed è soggetto a provvedimenti di inibizione con reindirizzamento a una pagina di avviso. L’Agenzia ricorda inoltre che la Legge 401 del 1989, art. 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari.
Quello che resta da controllare prima di puntare
Il mercato dei cartellini è piccolo, e la sua geografia italiana si legge in tre mosse.
La prima è il regolamento. William Hill è l’operatore della lista che pubblica per intero la scala dei punti, con giallo a 1 punto, rosso a 2 e tetto di 3 per giocatore, doppio giallo con rosso a 3 punti e mercato sui soli gialli dove il doppio giallo vale 2 punti e il rosso non entra nel conteggio. Goldbet e SNAI nominano il mercato, senza pubblicare una scala equivalente. Sugli altri marchi il conteggio va accertato evento per evento, perché è il regolamento dell’operatore — non l’arbitro — a decidere quanti punti porta la partita.
La seconda è il margine. Nessun mercato sui cartellini restituisce al giocatore quanto un 1X2 sulla stessa partita, e il conto si fa in dieci secondi: su due quote identiche a 1,90 il rimborso è di circa il 52,6 % e il margine di circa il 47,4 %, con variazioni che portano il margine oltre il 54 % a 1,85 per lato. Chi gioca abitualmente su un mercato a due esiti paga questo sovrapprezzo a ogni schedina, e la conclusione è che conviene tenere le giocate sui cartellini come parte minoritaria del volume, non come abitudine.
La terza è la ritenuta sulla vincita. Prima di aprire il conto si apre l’elenco dei concessionari e si verifica il numero dichiarato dall’operatore nelle proprie condizioni. Poi, con le regole davanti, la schedina sui cartellini si costruisce. L’ordine è questo, e non ammette scorciatoie.
Mercati, regole e glossario – Coppeeuropescommesse.com
Contenuto creato dal team «Coppeeuropescommesse.com»
