Bookmaker italiani, dieci concessioni a confronto: cosa cambia davvero per chi scommette
Un bookmaker che accetta scommesse in Italia ha bisogno di una concessione ADM per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito. Quella riga è il criterio, e vale più di ogni classifica.

Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e sulle condizioni contrattuali dei singoli operatori.
Cosa si scommette, e a che prezzo: formato, mercati e margine
Il mercato delle scommesse sportive a quota fissa in Italia è, in pratica, un mercato di prezzi. Due operatori non differiscono per simpatia né per grafica: differiscono per quanto trattengono su ogni euro giocato. Prima di guardare un logo conviene capire come si legge un prezzo, perché la differenza tra una quota e l’altra è l’unico vantaggio strutturale che un giocatore può misurare con certezza.

Che cosa significa «quota», e cosa c’è dentro
Una quota decimale dice due cose insieme: quanto torna indietro per ogni euro puntato, e quanto è probabile che l’operatore ritenga l’esito. Le due letture coincidono nella formula. Il ritorno di una puntata è la puntata moltiplicata per la quota; il guadagno netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Nulla di più complicato — eppure è esattamente il punto su cui la comunicazione degli operatori passa più veloce, perché la probabilità implicita in una quota non è la probabilità dell’evento. È la probabilità che serve all’operatore per non perdere soldi.
Il formato italiano in uso sui siti con concessione è quello decimale, con la virgola al posto del punto: 1,85 e non 1.85. Vale la pena dirlo perché mezzo pubblico legge ancora schedine inglesi, dove la stessa cosa sta scritta 17/20, e la conversione non è un esercizio di stile: sbagliarla cambia l’importo che si crede di poter vincere.

Il margine: il numero che non compare mai sul palinsesto
Il margine è la fetta che l’operatore trattiene sull’intero mercato, non su una singola giocata. Si ricava sommando gli inversi di tutte le quote di uno stesso mercato e poi capovolgendo il risultato: la quota di payout è uno diviso la somma degli inversi, e il margine è il cento per cento meno quella quota.
Prendiamo un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 — un esempio illustrativo, non un prezzo rilevato su un operatore. La somma degli inversi vale 0,5263 più 0,5263, cioè 1,0526; la quota di payout è l’inverso, circa il 95 per cento; il margine è la differenza, all’incirca il 5 per cento. La stessa cifra si legge dall’altro lato: ogni euro distribuito su questo mercato ne rende 95 al pubblico e 5 all’operatore.
La differenza tra operatori si gioca proprio lì, e la forchetta è più stretta di quanto la pubblicità lasci intendere. Quattro o cinque anni fa un mercato principale con un margine sotto il cinque per cento era una rarità; oggi qualche grande marchio ci sta dentro, mentre buona parte del listino resta sopra. Ma attenzione al «su quali mercati»: un margine del quattro e mezzo sull’1X2 di Serie A non dice nulla sui mercati secondari dello stesso operatore. Un risultato esatto, un numero di cartellini, un marcatore: lì il margine sale, e sale molto, perché il prezzo è più difficile da modellare e la liquidità è sottile. Chi scommette mercati di nicchia non ha un bookmaker «con le quote più alte» in assoluto: ne ha uno diverso per ogni tipo di giocata.
Su questo punto della copertura conviene essere chiari. Un confronto condotto solo sull’esito finale premia i grandi marchi generalisti, che hanno volumi tali da permettersi un listino aggressivo sulla partita di cartello, e non dice nulla di tutti gli altri giorni della settimana. Se siete tipi da risultato esatto o da multigol, il comparatore va usato al contrario: fissate il mercato e confrontate il prezzo su quel mercato, non il prezzo del bookmaker sul mercato più comodo.
Un altro avvertimento pratico, che riguarda la sostenibilità del prezzo. Un margine basso su un mercato ad alta liquidità è una scelta commerciale che l’operatore può cambiare in qualsiasi momento e senza preavviso; le sue condizioni non garantiscono né la quota né il margine. Le uniche due cifre che l’operatore si impegna a tenere ferme per contratto sono la puntata minima e la puntata massima, e su quelle torneremo.
Quali giocate stanno sul biglietto
La cassetta degli attrezzi dei grandi concessionari italiani si è uniformata più di quanto le app vogliano ammettere. Ci sono le singole, le multipla e i sistemi, e su questi ultimi due vale la pena fermarsi un istante perché sono la voce di costo meno visibile del listino. In una singola il margine si paga una volta. In una multipla a tre gambe si scontano i margini di tutti e tre i mercati combinati nella quota unica, e la quota complessiva è il prodotto delle tre — il che significa che l’effetto del margine si compone invece di sommarsi. È il prezzo che si paga per il moltiplicatore, ed è giusto saperlo prima di compilare una multipla da sei eventi sperando che nessuno guardi.
Sul lato della combinazione gli operatori si sono mossi in modo diverso, ed è uno dei pochi punti in cui la scelta tra brand è una scelta vera. SNAI, per esempio, propone la funzione My Combo, che permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su partite o sport diversi — calcio, tennis e basket — in un solo biglietto a quota unica. Betfair Sport elenca tra i propri mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e i mercati combo, con una sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. Sisal mette sul tavolo la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal e No Goal e Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni — cioè mercati sui singoli episodi, che sono esattamente il tipo di prezzo su cui il margine si allarga.
Il cash out merita un paragrafo a parte, perché è la funzione che più di ogni altra è stata venduta come un vantaggio per il giocatore. Sisal la descrive come la possibilità di chiudere la giocata prima che l’evento finisca; SNAI la elenca accanto ai mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori. Va detto chiaramente: chiudere una giocata in anticipo non è un favore, è una seconda scommessa. L’operatore vi propone un prezzo per riacquistare il biglietto in corso, e quel prezzo incorpora un margine proprio, tipicamente più largo di quello del mercato di partenza. Chi apre un cash out al minuto settanta sta pagando due margini per lo stesso evento.
Sulla terminologia italiana vale un’ultima nota, perché è un mercato che scrive più in inglese di quanto non parli: cash out resta in inglese, live resta in inglese, ma la schedina è italiana e le parole che contano — deposito, prelievo, ricarica, autoesclusione, concessione — sono italiane, e sono quelle che vanno cercate nelle condizioni dell’operatore quando qualcosa non torna.
Sport, campionati e palinsesti: dove sta la copertura e come si legge
La parola giusta, in Italia, non è «catalogo sportivo»: è palinsesto. L’articolo 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi — sportivi, ippici e non sportivi — e di tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. Sembra un dettaglio burocratico ma è il motivo per cui due operatori con lo stesso logo di calcio sulla home page possono avere listini molto diversi.
La struttura del calendario: eventi approvati uno per uno
ADM autorizza gli eventi uno alla volta. A settembre 2026, per esempio, ha ammesso il Setka Cup con bet365 come primo partner, secondo quanto riporta la stampa di settore. È un meccanismo che sfugge alla maggior parte dei giocatori, abituato a pensare che una quota esista perché la partita esiste. Non funziona così: esiste perché l’evento è nel palinsesto approvato.
La conseguenza pratica è che le differenze tra operatori non stanno soltanto nella quota, ma nella presenza o assenza dell’evento. Una partita di un campionato minore, un torneo di nicchia, una competizione di un altro continente: se non è nel palinsesto approvato di quel concessionario, non c’è modo di giocarla su quel sito, per quanto alta sia la quota. Quali sport e quali tipologie di giocata stiano effettivamente nei palinsesti dei singoli marchi è materia che si verifica direttamente sul sito dell’operatore, non altrove.
Il calcio, e i campionati che gli operatori mostrano
Il calcio è il prodotto che regge l’intera struttura. Guardando le descrizioni ufficiali delle app dei concessionari, l’ampiezza si legge bene. Planetwin365 dichiara la copertura dei principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e di competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di venti tipologie di sport con risultati in diretta. Lottomatica elenca Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita mentre si scommette. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre-evento sia live.
La Serie C nell’elenco di Planetwin365 è il dato che dice più cose di tutte le altre: significa che l’operatore investe in un listino profondo, non solo nella vetrina. Chi scommette i campionati cadetti e le coppe minori ha un problema strutturale di offerta, perché non tutti i grandi marchi li quotano allo stesso modo, e un’app che li mostra in home page è una risposta concreta a un’esigenza che il giocatore di Serie A non ha mai avuto.
Ai grandi appuntamenti la copertura va da sé, ma vale la pena ricordare che i grandi tornei non sono un differenziale tra operatori: sono la linea di base. Nei Mondiali e nelle coppe europee tutti i concessionari principali quotano gli stessi match con listini larghi. Il differenziale, se c’è, sta nella profondità dei mercati accessori sullo stesso evento — cartellini, calci d’angolo, marcatori, parziali — e nella velocità con cui il prezzo si aggiorna durante la partita.
Oltre il pallone: sport minori, ippica, virtuali e la coda lunga
Eurobet ha il palinsesto più eterodosso del gruppo: parte da calcio, tennis e basket e arriva a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, per non parlare degli eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni. Nessuno apre un conto per scommettere sulle elezioni. Qualcuno, però, cerca da anni un operatore disposto a farlo, e questa è la risposta.
Il calciomercato è un capitolo con regole sue. Non è un evento sportivo nel senso del palinsesto: è una serie di mercati costruiti su trasferimenti e movimenti di panchina, e la copertura varia molto da brand a brand e da finestra di mercato a finestra di mercato. Chi ragiona su questi mercati deve aspettarsi un listino diverso da quello del sabato pomeriggio, e deve verificarlo finestra per finestra.
L’ippica va trattata con attenzione, perché nel diritto italiano è due cose distinte. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’articolo 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, quelli definiti dall’art. 2, lett. h) — stanno nella lett. c) e richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda effettivamente i totalizzatori di ippica nazionale online, qui non risulta; è una verifica da fare sul palinsesto dell’operatore.
I virtuali sono invece una presenza stabile e abbondante. Sisal dichiara oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle sette del mattino alle tre di notte. SNAI parla di oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo. Lottomatica, nella sezione virtuale, copre calcio, corse di cavalli — trotto e galoppo — e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Eurobet scommette su partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0. Il diritto italiano li riconosce come «scommesse su eventi simulati» dall’art. 2, lett. v), e li ammette dentro la concessione per le scommesse sportive. La loro attrattiva è ovvia — sono disponibili alle tre di notte di un martedì di gennaio — e il loro limite è altrettanto ovvio: sono generati, quindi la quota non riflette alcuna informazione reale sul mondo, e il margine è quello che l’operatore decide. Chi li gioca lo faccia sapendo che l’unica variabile di cui può tener conto è il prezzo, non la forma.
Sul volume di eventi Sisal espone numeri espliciti: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. È il tipo di cifra che va letta come indicatore di scala, non come garanzia di convenienza: quindicimila eventi live senza un margine decente sono quindicimila occasioni di pagare troppo.
I nuovi arrivati: cosa significa «nuovo» in un mercato di concessioni
Su «nuovi bookmaker» conviene smontare subito una premessa. Un marchio appena lanciato non porta con sé un vantaggio tecnico; porta, semmai, una necessità: comprare visibilità. In Italia questo passaggio ha un vincolo che altrove non esiste, e la proposta di un nuovo entrante va letta dentro quel vincolo.
Non c’è un far west: c’è una gara
Il mercato italiano non è aperto all’ingresso libero. Le concessioni si assegnano per gara pubblica, non si rilasciano a richiesta. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Chi immagina «nuovi bookmaker» come decine di soggetti che spuntano ogni anno sbaglia di grosso: l’ingresso è un investimento a sette cifre con una durata fissata dalla legge, e il numero dei posti è finito per costruzione.
La durata è un dettaglio che il giocatore tende a ignorare e che invece lo riguarda. L’articolo 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024 stabilisce che i vincitori della gara possono gestire uno o più dei giochi ammessi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata, come prevedono gli articoli 4, comma 3, e 5, comma 3. Per chi scommette significa una cosa sola ma utile: il quadro non cambia a metà partita. Il prezzo che pagate oggi come imposta indiretta, dentro la quota, non si muove per nove anni.
Un ingresso nuovo non cambia il listino, cambia il momento
Cosa porta davvero un marchio appena entrato nel panorama italiano? La risposta onesta è che il suo differenziale è quasi sempre nell’offerta di benvenuto, non nel margine. Un operatore nuovo deve conquistare quote di mercato, e la leva che può tirare senza toccare il listino è il bonus di ingresso. Un operatore consolidato, dal canto suo, non ha motivo di fare altrettanto: ha già i volumi.
Il rovescio della medaglia è che un nuovo entrante ha spesso una copertura di mercati meno profonda, perché il palinsesto si costruisce nel tempo, evento per evento, con l’autorizzazione di ADM. Chi cerca su un marchio fresco un risultato esatto di un campionato sudamericano alle due di notte resta deluso; chi cerca un’offerta di ingresso più generosa della media, spesso la trova.
Su questo punto la scelta è una scommessa sul futuro e va trattata come tale. Un marchio appena entrato ha una concessione lunga davanti e ogni interesse a trattare bene il cliente nei primi mesi. Un marchio che ha già la sua base installata non ha lo stesso incentivo. Non è cinismo, è struttura del mercato, e chi apre il conto lo faccia sapendo che i due anni in cui un operatore è generoso sono i primi.
Le ultime modifiche al decreto del 2024 non risultano note: è una variabile aperta che nessun giocatore può prevedere e che, se cambierà, cambierà per tutti insieme, non per un brand soltanto.
Come funziona un bookmaker: dalla registrazione al prelievo
La domanda «cosa sono i bookmaker» trova, in Italia, una risposta che non è tecnica ma procedurale. Il bookmaker non è un negozio di quote: è un concessionario che gestisce un conto di gioco regolato, con un’identità verificata e dei limiti impostati dal giocatore. Il modo in cui si entra e si esce da quel conto è il vero contenuto della parola.
Il conto di gioco si apre con un documento
Un conto di gioco italiano richiede l’identificazione completa del titolare. L’articolo 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024 pone la «tutela dei minori di età» tra i principi del settore, le condizioni di concessione prevedono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Trucchi non ce ne sono: senza documento verificato, il conto non esiste.
Come si arriva all’identificazione è, invece, una vera differenza tra operatori, e riguarda il tempo che il giocatore ci mette. BetFlag, per esempio, per l’apertura del conto rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Goldbet offre anch’essa la via CIE, tramite un fornitore SPID. La differenza tra i due percorsi non è solo di comodità: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti finché non si arriva davanti al prelievo con il conto sospeso.
C’è poi una categoria di benvenuto che dipende proprio dal metodo di identificazione, ed è un caso interessante. William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale il bonus di verifica è di 5 € e arriva dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Cinque euro di differenza per aver scelto la via più lenta e aver aspettato fino a quattro giorni: è una delle poche volte in cui un operatore paga il giocatore per risparmiargli un controllo manuale, ed è una politica che si spiega da sé.
Dal deposito al prelievo: i binari e i loro limiti
Il punto vendita ricariche è una figura tipicamente italiana che conviene conoscere anche se non la si usa. L’articolo 13, D.Lgs. 41/2024 la disciplina: ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana complessivi. I punti di ricarica non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. La sintesi brutale è questa: sono un imbuto in ingresso, mai in uscita. Chi apre un conto pensando di incassare al tabaccaio ha capito male il meccanismo, e lo scoprirà al momento del prelievo.
Sui binari di pagamento veri e propri, i comparatori mostrano in genere carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti al tabaccaio (SisalPay, Mooney). Ogni operatore ha la sua lista, e la lista vive nelle condizioni contrattuali, non nella pagina promozionale. Lottomatica, per esempio, accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri. La regola pratica è che il metodo con cui si deposita è spesso il metodo con cui si preleva, e un metodo esotico in ingresso può diventare un problema in uscita.
Sulle criptovalute la posizione è semplice: presso i concessionari ADM non risulta definita, e non esiste una norma che nomini binari approvati. Non è una lacuna che il giocatore possa colmare informandosi meglio; è uno stato dei fatti.
C’è infine un articolo che vale la pena conoscere per la sua direzione, non per la sua attuazione. L’articolo 22, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. L’entrata in vigore non risulta confermata. Se arriverà, il conto su un sito non autorizzato smetterà di funzionare anche prima del blocco del dominio, perché il pagamento non passerà più.
Metodi e tempi: dove l’app semplifica davvero
Sul lato dell’esperienza d’uso, alcuni operatori hanno costruito strumenti che risolvono problemi concreti. SNAI gestisce il conto di gioco dall’app, con più modalità di ricarica, e dichiara un’assistenza disponibile sette giorni su sette. Eurobet permette di consultare le informazioni sul conto e di effettuare depositi e prelievi direttamente dall’app su iPhone o iPad. Sisal consente di prenotare le scommesse e di ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e di scansionare con l’app una schedina giocata in negozio per sapere subito se è vincente. SNAI fa la stessa cosa con il QR Code stampato sul ticket; Lottomatica con la funzione Bet Scanner.
Questi strumenti contano più di quanto sembri. La scommessa giocata allo sportello e verificata con il telefono è il ponte tra il mondo fisico e quello online, e per una fascia di giocatori italiani è la ragione per cui un conto online esiste. Chi invece gioca solo da desktop troverà queste funzioni irrilevanti, e giudicherà l’operatore solo dal listino.
La classifica: dieci concessionari, un solo criterio comune
Nessuna classifica dei bookmaker italiani può partire da un giudizio soggettivo, perché il terreno comune su cui tutti i dieci operatori di questa pagina stanno è uno solo. Ognuno è un marchio presente nell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM con un codice di concessione, e ognuno opera su un proprio sito .it. Da lì in poi le differenze si leggono sulle condizioni dell’operatore, non su una graduatoria di simpatia.
Il criterio: una concessione, un sito
L’elenco ADM, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può detenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda, e questa distinzione non è cavillosa: due siti dello stesso gruppo sono due concessioni autonome, con due codici diversi.
Il secondo avvertimento riguarda l’elenco stesso: non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Un nome nella lista non dimostra da solo che quell’operatore offre scommesse sportive. Lo dimostra il sito dell’operatore, con il suo palinsesto e la sua sezione scommesse. Una posizione in una classifica non è una concessione, e una concessione non è, di per sé, un’offerta sportiva.
Sul perimetro di questa lista vale un’ultima precisazione, perché è la più fraintesa. Le 52 righe non esauriscono il mercato: esistono altri concessionari oltre ai dieci qui esaminati, e un marchio che non compare in questa pagina non è per questo privo di licenza. Quello che la lista dimostra è il contrario: chi non c’è, in quella data, non ha una concessione. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano tra le 52 righe al 25 ottobre 2026.
Nel panorama dei marchi autorizzati convivono profili molto diversi, e la scelta dipende da cosa cercate. C’è il grande gruppo generalista con lo sport come core business, il marchio nato dal casinò che ha aggiunto un bookmaker, l’operatore storico con radici nel negozio fisico, il concessionario specializzato in exchange. La maggior parte dei grandi nomi italiani è in realtà un casinò con un bookmaker dentro, e non il contrario: è una differenza che si sente nell’esperienza quotidiana, perché l’ordine delle sezioni in home page dice dove l’operatore mette i suoi investimenti.
La tavola dei concessionari: codice, società e cosa dicono le condizioni
| Marchio | Concessione ADM e concessionaria | Cosa stabiliscono le condizioni dell’operatore sul tema della chiave |
|---|---|---|
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura del conto anche con SPID e CIE; bonus di benvenuto sport al 100 % del primo deposito, fino a 5.000 € |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Bonus Sport da 10 € con registrazione SPID; 5 € di bonus di verifica con registrazione manuale e documenti entro 96 ore |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Oltre venti tipologie di sport con risultati in diretta; campionati nazionali ed europei compresi Serie C e Coppa Italia |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, valida su tutte le piattaforme autorizzate in Italia |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live; Cash Out per chiudere la giocata prima della fine |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; Telefono Verde 800 55 88 22 |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con streaming per le giocate live |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
Vale la pena leggere la tabella partendo dalla seconda colonna. Le concessioni vanno da 16007 a 16048 ma appartengono a quindici anni di storia del settore, non a un ordine di merito: sono codici assegnati in gare successive, e un numero più alto non significa un operatore più recente né più solido. La società concessionaria, invece, è il dato che sorprende sempre. Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, la stessa società dietro Goldbet: due marchi, due concessioni, un solo gruppo. StarCasinò è Azzurri Limited, bet365 è Hillside (New Media Malta) Plc. Chi crede di diversificare il rischio distribuendo il capitale su tre conti di tre «operatori diversi» guarda questa colonna e scopre che due di essi sono la stessa azienda — e in un’eventuale crisi del gruppo sarebbero un solo problema, non due.
Sugli strumenti di tutela i profili che emergono sono tre, e li anticipiamo qui per non ripeterli dieci volte: c’è chi punta sulla granularità dell’autoesclusione, chi sui limiti impostati in registrazione, chi sulla promemoria dell’attività di gioco. Sono strade diverse verso lo stesso obiettivo, e la sezione dedicata al gioco responsabile le mette a confronto.
Cosa vuol dire avere una concessione ADM, e cosa no
Qui si decide la scelta più importante della pagina, e non è una scelta tra bookmaker: è una scelta tra restare dentro il perimetro autorizzato o uscirne. La differenza non sta nella qualità del servizio. Sta in cosa succede quando qualcosa va storto.
ADM (ex AAMS): chi vigila e su quale base
Il regolatore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS per abitudine. La cornice è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.
Le licenze italiane sono concessioni, assegnate per gara pubblica, non licenze aperte. L’articolo 6, comma 1, elenca i giochi che si possono offrire a distanza sotto concessione: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; alla lett. b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lett. c) l’ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; alla lett. f) il bingo. Per partecipare alla gara servono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5).
Un dettaglio che sfugge spesso: la concessione si può detenere per più giochi insieme, e il singolo concessionario può avere scommesse sportive, poker, casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione. La lista ADM non distingue, e questa è la ragione per cui il nome in elenco non basta a garantire un bookmaker.
Quello che un sito autorizzato vi dà, e quello che un .com non vi dà
Un conto presso un concessionario ADM porta con sé la connessione al RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, che blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche. Porta la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro competente italiano per qualunque controversia.
Un marchio .com senza concessione non porta niente di tutto questo. Non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso che apre un conto là resta senza protezione. È esposto al blocco DNS. E, secondo quanto scrive ADM stessa il 28 febbraio 2024, la legge 13 dicembre 1989, n. 401, all’articolo 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e sanziona anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda non è noto, e non risulta alcun procedimento penale contro un giocatore. Ma la regola è scritta così, e ADM la scrive proprio così.
È il punto in cui l’argomento «tanto è uguale, cambia solo il logo» si rompe. La differenza non è nel prodotto: offshore si trovano quote competitive e listini enormi. La differenza è nel fatto che in caso di contenzioso su un prelievo negato, di un conto bloccato senza spiegazione o di un problema di identità, l’unico foro disponibile è quello di uno Stato che non ha nessun obbligo verso il giocatore italiano. Non è una predica morale. È una questione di dove si va a reclamare.
Il blocco dei domini: oscurare non è chiudere
Il sistema di contrasto funziona così. L’articolo 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti inibiti, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.
Il meccanismo ha una falla strutturale che nessuno ha interesse a raccontare: funziona a livello DNS, e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati, secondo quanto riportato dalla stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia per volta. Peccato che i mirror ricompaiano nel giro di ore. «Oscurato» non vuol dire chiuso, e chi cerca un sito bloccato lo trova comunque con un minimo di pazienza. Chi ve lo racconta come una rimozione definitiva sta vendendo una notizia, non un fatto.
La norma che cambia la forma e non i conti
Il Decreto Dignità è l’altro pilastro del quadro, e va capito per quello che è: un divieto di pubblicità, non un divieto di gioco. L’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge n. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».
A farlo rispettare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso, però, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Non è una contraddizione: è la stessa logica per cui il divieto colpisce la promozione, non l’esistenza dell’offerta.
L’applicazione del 2025-2026 è un cantiere aperto. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii pendenti davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea — C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto — aspettano una risposta. E all’inizio di legislatura è stata proposta, non approvata, una modifica alla legge di bilancio per 2026 firmata Forza Italia per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta noto, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Per il giocatore questa è una buona notizia e una cattiva insieme. Buona, perché la pubblicità martellante delle scommesse, che in Italia c’è stata per anni e altrove esiste ancora, qui è stata messa a tacere. Cattiva, perché il divieto ha reso la comunicazione degli operatori più opaca proprio sui numeri che contano: senza poter pubblicizzare il bonus, un operatore non ha incentivo a spiegare quanto costa. Il risultato è una scena promozionale sobria e una documentazione contrattuale densa, che quasi nessuno legge.
«Bonus» e «concessione»: due cose che non si controllano a vicenda
Vale la pena dirlo perché è il fraintendimento più frequente. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un bonus di benvenuto su un concessionario ADM è perfettamente legittimo. Non esiste una soglia di legge sull’importo del bonus né un tetto sui requisiti di rigioco. Requisiti, puntata minima e scadenze vengono dalle condizioni di ciascun operatore e da nient’altro. Chi cerca una tutela normativa sul bonus la cerca nel posto sbagliato: la tutela sta nella trasparenza del contratto, che il giocatore deve leggere da sé. La sezione dedicata ai bonus è il posto in cui questo diventa aritmetica.
Gioco responsabile: gli strumenti veri e chi li ha costruiti meglio
La parola chiave di questa parte — bookmaker senza limiti di puntata — merita una precisazione che cambia il senso della domanda. Un tetto legale in euro alle puntate sportive non risulta esistere. Non c’è un massimale di legge su quanto si può puntare su una partita. Gli strumenti che vincolano davvero il giocatore sono altri due: i limiti che il giocatore stesso si impone, e il limite di deposito che sceglie in fase di registrazione. Sapere questo cambia la domanda da «quale bookmaker non ha limiti» a «quale bookmaker mi fa impostare limiti che funzionano».
L’articolo che elenca gli strumenti obbligatori
Quello che le condizioni di ogni concessionario devono contenere sta nell’articolo 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024: alla lett. a) gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; alla lett. b) i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; alla lett. c) i messaggi automatici su durata e spesa; alla lett. e) gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; alla lett. f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. C’è poi l’articolo 15, comma 2: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
Il dato che il giocatore non vede mai è quello di lett. b): il concessionario fissa i limiti di deposito per fascia d’età e comportamento, secondo protocolli approvati da ADM. Significa che due conti presso lo stesso operatore possono avere tetti diversi senza che nessuno dei due titolari l’abbia scelto. Il livello del limite che ADM fissa nella gara, invece, non risulta noto.
Autoesclusione: due filosofie, una sola cosa da guardare
Qui la scelta tra operatori diventa una scelta vera, perché gli approcci sono diversi.
Admiralbet costruisce la propria disciplina dell’autoesclusione su una scala di durate: 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Sono due regimi nella stessa pagina e vanno letti come tali: chi apre oggi un conto incontra la scala nuova, e la scala vecchia resta il riferimento per chi si è autoescluso prima.
bet365 affronta la stessa materia con un ventaglio più largo di strumenti: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con l’indicazione, per i residenti in Italia, del Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un periodo di pausa non è un’autoesclusione: è un intervallo breve che il giocatore si concede, mentre l’autoesclusione è il blocco che passa dal RUA e vale su tutta la rete autorizzata. Confondere i due è l’errore più costoso che un giocatore possa fare in questa materia, perché la pausa non protegge dal tentare altrove nella stessa serata.
Admiralbet è, nel gruppo esaminato, l’operatore che in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto che ha effetto immediato e uno aumentato che ne richiede sette di attesa. La pagina ADM sui periodi e sulle forme di esclusione, insieme alle condizioni degli operatori, è la fonte da consultare quando si vuole sapere cosa succede davvero dopo aver chiesto l’esclusione: sono quei documenti a fissare i tempi, non il ricordo di quanto letto una volta.
Il RUA è il pezzo che unisce tutto. Istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e le sale fisiche: chiedere l’autoesclusione presso un concessionario significa chiudere la porta da tutti, non solo da quello. È l’unico strumento del sistema che non si può aggirare restando dentro il perimetro autorizzato, ed è per questo che vale la pena usarlo senza rimandare. Le forme parziali di esclusione, secondo quanto riporta la stampa di settore, partono dal 1° febbraio 2026, e i periodi e le modalità sono quelli che fissano le condizioni degli operatori e la pagina di ADM.
Il tema della chiave diviso in tre: chi ha costruito cosa
Mettendo in fila i dieci, il quadro si semplifica. Admiralbet gioca la carta della granularità: autoesclusione a quattro durate e limiti impostati obbligatoriamente al momento della registrazione, con la regola del rialzo differito di sette giorni che è, di fatto, la parte più utile di tutto il meccanismo. bet365 gioca la carta del ventaglio: quattro strumenti diversi, compresi gli avvisi sull’attività di gioco e il numero verde, che intercettano il giocatore in momenti diversi del percorso. Sisal, SNAI, Lottomatica, Eurobet, BetFlag, William Hill, Planetwin365, StarCasinò e Goldbet compaiono in questa pagina con il resto del loro profilo: le rispettive condizioni e le rispettive app non portano, sul tema specifico dell’autoesclusione, gli stessi elementi che Admiralbet e bet365 rendono pubblici.
Detto altrimenti: chi considera i limiti una parte della scelta dell’operatore, e non un dettaglio da cercare dopo, trova in due marchi su dieci il materiale su cui ragionare. Gli altri otto si valutano su quote, palinsesto, pagamenti e strumenti collegati al negozio fisico, che non sono cose da poco — ma non sono questa cosa.
Un’ultima nota che riguarda l’orizzonte. I riferimenti più puntuali di questa sezione vengono dalle condizioni degli operatori al 25 ottobre 2026. Le durate e le forme dell’esclusione sono cambiate il 1° febbraio 2026 e possono cambiare ancora; le condizioni dell’operatore e la pagina di ADM sono i due documenti da rileggere quando si prende una decisione che vale mesi.
Bonus di benvenuto: quanto costano davvero i requisiti
Un bonus di benvenuto non è denaro. È un credito condizionato, e il suo costo per il giocatore è la somma di tre voci: quanto bisogna giocare per liberarlo, a quale quota minima, e entro quando. Solo una parte dei consumatori di questo mercato legge quelle tre voci prima di aprire il conto, e questo spiega perché le sezioni promozionali degli operatori sono scritte come sono scritte.
«Bonus» è una parola con tre significati diversi
La prima cosa da fare è separare i tipi, perché «bonus» non è un prodotto unico. C’è il bonus di ricarica, legato a un deposito, che di solito è la forma più ricca e la più vincolata. C’è il bonus senza deposito, che esiste e viene offerto all’apertura del conto, con un valore piccolo e requisiti che sorprendono. C’è il bonus di benvenuto legato a una modalità di registrazione specifica, come nel caso di William Hill. E c’è il bonus trasversale, spendibile su tutti gli eventi in palinsesto, che è la forma più comoda per il giocatore e non per l’operatore.
Il caso di William Hill è il più utile per capire quanto conti la porta d’ingresso. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Circa un’ora di attesa risparmiata vale cinque euro. Se non è chiaro che un bonus senza deposito è, a conti fatti, il compenso per un lavoro amministrativo che l’operatore vi passa, è perché nessuno lo scrive così.
BetFlag, dal canto suo, propone un Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Il 100 % è il numero che il marketing martella e i 5.000 € sono quelli che nessuno raggiungerà mai; la cifra utile è quella che si deposita davvero. Sisal lega il proprio bonus di benvenuto a condizioni precise: bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali. SNAI parla di un bonus di benvenuto per i nuovi utenti dell’app, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche. Goldbet ricorda che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
Su una cosa conviene essere netti. Non esiste una soglia statale sul valore del bonus né sui requisiti, e gli importi, i rigiochi e le quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Chi promette «bonus garantito» o «bonus minimo di legge» inventa.
Il calcolo che nessuno fa: che cosa resta di un bonus dopo il rigioco
Qui entra la parte che gli operatori non mettono in vetrina, e va spiegata bene perché è il vero costo dell’offerta.
Il bonus di benvenuto senza deposito non paga la puntata: se vinci, la quota moltiplica il bonus, ma la quota del bonus non torna indietro. Se il bonus è di 10 € a quota 2,00, il ritorno non è 20 € ma 10 €. È una differenza che vale il cinquanta per cento del valore nominale, e nessun operatore la scrive in grande. Ecco perché il confronto tra un bonus da 10 € e un bonus da 20 € non si fa sui dieci euro di differenza: si fa sul valore atteso, che dipende dalla quota minima richiesta e dal margine del mercato su cui si gioca.
Poi ci sono i requisiti di puntata, il «rigioco» che l’italiano del settore chiama anche requisiti di puntata. Ecco perché il punto da confrontare non è il valore nominale del bonus ma il rigioco e la quota minima: un bonus da 100 € con un rigioco dieci volte il bonus richiede duemila euro di giocate a quota non inferiore a 1,75, e non è un’offerta più generosa di un bonus da 30 € con requisiti leggeri.
Su questo terreno la cosa più onesta che si possa fare è prendere i numeri che gli operatori pubblicano e calcolare il costo medio di liberare un credito su un mercato reale. Supponete un bonus di 100 € con un rigioco pari a dieci volte l’importo del bonus, quindi 1.000 € di giocate da effettuare, e che la quota minima richiesta sia raggiungibile su un mercato a due esiti dal margine attorno al 5 per cento. Se il gioco si distribuisse in modo uniforme su quel mercato, il costo medio atteso del rigioco sarebbe dell’ordine di 50 €, cioè circa la metà del bonus nominale. Con un rigioco di cinque volte la stessa somma si scenderebbe verso i 25 €. Non è una previsione su cosa succederà a voi: è una media su molte giocate, sotto l’ipotesi restrittiva che si giochi solo l’importo del bonus e che tutte le giocate cadano su quel mercato.
I numeri vanno letti per quello che sono. Non esiste una regola di legge sul rigioco, quindi quello che trovate nelle condizioni di un operatore è una scelta commerciale, e come tale va confrontata. La cosa che conta sapere è che il valore di un bonus non è l’importo che vedete nella mail, e il rigioco è il moltiplicatore che riduce quel valore.
A questo si aggiungono tre condizioni che pesano più del requisito stesso. La prima è la quota minima per la giocata valida: se un requisito chiede quote non inferiori a 1,75 e voi giocate abitualmente singole a 1,30, le vostre giocate semplicemente non contano, e il credito non si libera mai. La seconda è la scadenza: un credito che scade in sette giorni non è un credito, è un promemoria con una data. La terza è il tetto alle vincite generate dal credito, che nelle forme senza deposito è spesso il vero limite dell’offerta, perché taglia il ritorno proprio nel caso in cui la giocata va bene.
Un’ultima cautela, sulle app: un’offerta che vive solo dentro un’applicazione non è più tutelata di una che vive sul sito, e le condizioni sono le stesse. La comodità non è un requisito contrattuale.
I dieci operatori, uno per uno
Qui sotto ogni marchio resta unico: non c’è una graduatoria, e il criterio non è di simpatia. La concessione è comune a tutti e il campo su cui si gioca la differenza è ciò che ciascuno ha costruito sopra.
BetFlag: il deposito come centro di gravità
BetFlag, concessione ADM n. 16008 di Betflag S.p.a., costruisce la propria offerta intorno al primo deposito. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €: un tetto che nella pratica funziona come una promessa agli iper-depositanti e come un numero vuoto per tutti gli altri. Chi deposita 50 € riceve 50 €, e il tetto dei 5.000 € non lo riguarderà mai.
Sul lato dell’accesso, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La doppia via è più utile di quanto sembri: SPID è il percorso che evita i trenta giorni di validazione, e su un operatore che fa del deposito il proprio perno, arrivare al prelievo senza intoppi è tutto.
Il profilo che ne esce è quello di un operatore che usa il deposito come leva e non il listino. Chi cerca un margine stretto sul calcio di Serie A non troverà qui la sua ragione principale; chi vuole un ingresso rapido con un identificativo digitale e un credito legato al primo versamento, sì.
William Hill: cinque euro per la pazienza
William Hill, concessione ADM n. 16044 di William Hill Malta Plc, è l’operatore che ha trasformato l’identificazione in un’offerta. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale il bonus di verifica è da 5 € e arriva dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. La differenza tra i due percorsi è il compenso per una verifica che, senza SPID, l’operatore deve fare a mano.
È una politica che dice molto sull’operatore. Chi conosce i propri numeri sa che il controllo manuale dei documenti costa più di cinque euro, e preferisce pagare per non farlo. Il giocatore senza SPID si trova davanti a una scelta che non è una truffa ma una tariffa: quattro giorni di attesa in cambio di metà del bonus.
Aldilà di questo, la concessione 16044 colloca il marchio tra quelli storici del panorama italiano, senza che le sue condizioni pubblicate sul tema della chiave dicano altro di specifico. Chi cerca un bonus immediato con SPID e non tocca la registrazione manuale prende il massimo dell’offerta; chi non ha SPID, e ce ne sono molti tra i giocatori meno digitali, incassa la metà e aspetta.
Planetwin365: la profondità del listino come identità
Planetwin365, concessione ADM n. 16007 di Pwo S.p.a., è l’operatore che mette il catalogo davanti a tutto. L’app dichiara la copertura dei principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e di competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di venti tipologie di sport con risultati in diretta.
La voce che distingue questa lista è la Serie C. È un campionato che costa soldi da quotare e che non porta visibilità: chi lo mette in home page sta dichiarando una strategia. Lo stesso vale per la Coppa Italia, che ha un calendario irregolare e richiede un presidio costante del palinsesto. L’app di Planetwin365 installata su un dispositivo modesto regge il confronto con le app di operatori molto più grandi, e nella sostanza il prodotto scommesse non ha nulla da invidiare a quello dei concorrenti.
La concessione 16007 è una delle più basse del gruppo e appartiene a uno dei marchi con la storia più lunga nel panorama italiano. Chi cerca un campionato cadetto o una coppa nazionale a orari scomodi è nel posto giusto; chi sceglie l’operatore per la spettacolarità della proposta promozionale, probabilmente no.
Betfair: l’exchange, e la sua coda italiana
Betfair, concessione ADM n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., è un caso a parte nel panorama italiano: è il marchio che ha portato nel paese il modello del betting exchange, ammesso dal diritto italiano come gioco separato dall’articolo 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024 e definito dall’articolo 2, lett. u), dove il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo.
Sul lato sportivo, l’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La documentazione dello stesso operatore è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come un back bet minimo di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non risulta.
La specificità di Betfair sta nel fatto che il suo prodotto non è un prezzo fatto dall’operatore ma un prezzo fatto dagli altri giocatori. Chi capisce il meccanismo sa che il margine lì dentro non esiste come sul bookmaker tradizionale: esiste una commissione. Chi non lo capisce si trova davanti a un’interfaccia che sembra un bookmaker e si comporta diversamente, e le regole specifiche del conto italiano — a partire dal minimo sul back bet — sono la prima cosa da leggere.
StarCasinò: il bookmaker dentro il casinò
StarCasinò, concessione ADM n. 16026 di Azzurri Limited, è il caso più chiaro di una struttura che in Italia è comune: il casinò è l’anima del marchio, lo sport l’ospite. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il nome del marchio dice tutto sulla scala delle priorità: una vetrina sportiva c’è, è funzionante, e non è il motivo per cui la gente apre il conto. Il concessionario è Azzurri Limited, una società il cui nome non compare in nessuna insegna del gruppo: è il tipo di dettaglio che nessuno nota finché non si legge la colonna giusta di una tabella.
Chi cerca un operatore con un bookmaker completo e un palinsesto profondo non è il pubblico di questo marchio. Chi è già sul casinò e vuole giocare la partita della domenica senza aprire un secondo conto trova esattamente ciò che cerca, e la compresenza di slot e sport sulla stessa piattaforma è per lui un vantaggio, non un difetto.
AdmiralBet: la scala dei limiti e dell’autoesclusione
AdmiralBet, concessione ADM n. 16048 di Admiral Bet S.r.l., è l’operatore che in questa pagina porta il materiale più dettagliato sugli strumenti di contenimento.
In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. È la struttura che fa la differenza: ridurre è libero, alzare costa una settimana di attesa. Chi ha mai provato a ricostruire un limite al rialzo alle undici di sera sa che quei sette giorni sono il vero strumento di protezione, non un adempimento burocratico.
Sull’autoesclusione le condizioni prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le due scale convivono nel documento, e la nuova ha una granularità che le vecchie tre opzioni non avevano: sette giorni sono un ponte per chi vuole fermarsi una settimana senza passare dalla procedura lunga.
Il quadro che ne esce è quello di un operatore con una disciplina precisa e verificabile. Chi apre il conto sapendo di avere una tendenza a superare i propri limiti trova qui un impianto che rende difficile farlo per impulso, e chi vuole solo un bonus o un listino non troverà ragioni particolari per sceglierlo.
Sisal: il volume, il negozio e il Cash Out
Sisal, concessione ADM n. 16020 di Sisal Italia S.p.a., è il marchio che porta su questa pagina la scala più grande e il ponte più solido tra online e rete fisica.
I numeri dichiarati sono espliciti: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Sul versante dell’accesso, Sisal Matchpoint consente di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile; l’app permette di prenotare le scommesse e di ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare per sapere subito se è vincente. Il conto si gestisce dall’app, con più modalità di ricarica, e l’assistenza è dichiarata disponibile sette giorni su sette. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle sette del mattino alle tre di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
La lettura critica di questi numeri è semplice: quindicimila eventi live sono una dichiarazione di capacità tecnica, non un vantaggio di prezzo. Chi gioca molta quantità troverà qui l’ampiezza che cerca; chi gioca poco e cerca il margine più basso dovrà verificare il listino partita per partita, perché una scala grande non implica un prezzo buono. Il Cash Out, dal canto suo, resta la seconda scommessa di cui si è detto: comodo, e non gratuito.
bet365: il marchio internazionale dentro le regole italiane
bet365, concessione ADM n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc, porta nel mercato italiano un profilo che il nome già annuncia: un operatore internazionale che si adegua alle regole italiane, con tutto quello che comporta.
Sul prodotto, si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre-evento sia live. La copertura di sport non calcistici è la parte più larga della proposta, e chi scommette tennis, basket o freccette trova qui un listino che gli operatori a vocazione solo calcistica non hanno. In settembre 2026 è stato il primo partner di ADM nell’autorizzazione del Setka Cup, secondo la stampa di settore: un dettaglio che dice quanto il marchio pesi nelle relazioni con il regolatore.
Sugli strumenti di contenimento, la proposta comprende periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con l’indicazione per i residenti in Italia del Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È il ventaglio più articolato del gruppo, e la sua logica è diversa da quella di AdmiralBet: dove l’altro costruisce una scala di durate rigide, qui ci sono strumenti graduati che intercettano il giocatore prima che arrivi all’esclusione — l’avviso sull’attività, per esempio, è un promemoria, non un divieto.
La concessione 16030 appartiene a Hillside (New Media Malta) Plc, e vale la pena notare che un marchio di questa scala ha accettato di operare sotto un regime che gli vieta di pubblicizzarsi in Italia. È una scelta che si spiega solo con il valore del mercato, e per il giocatore è una garanzia implicita: chi rinuncia alla pubblicità per restare dentro la concessione ha fatto un calcolo di lungo periodo.
Lottomatica: il gruppo, i binari e lo streaming
Lottomatica, concessione ADM n. 16010 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., è il marchio che porta su questa pagina il profilo più ampio, e non solo per il nome.
Sul palinsesto, l’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita. La funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita. Nella sezione virtuale, l’app comprende calcio, corse di cavalli — trotto e galoppo — e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Il conto gioco accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password. Per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco sono previsti bonus, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali.
Il dato che va letto insieme al nome è nella colonna della società: la concessione 16010 è di Goldbet Better Organization Italy, la stessa che detiene la concessione 16009 intestata al marchio Goldbet. Due siti, due concessioni, un unico gruppo. Chi apre due conti per «diversificare» tra Lottomatica e Goldbet ha diversificato l’interfaccia, non il rischio.
Sui binari di pagamento Lottomatica è, tra i dieci, quello che espone con più chiarezza l’accettazione di un portafoglio elettronico accanto a una prepagata: per un giocatore italiano abituato a PostePay è un dettaglio operativo, non una curiosità. Lo streaming live, infine, non è un gadget: seguire la partita dentro l’app cambia il modo in cui si gioca il live, perché il prezzo si muove insieme a quello che si vede.
Goldbet: l’app che copre tutto il calendario
Goldbet, concessione ADM n. 16009 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., è il marchio gemello di Lottomatica e, in questa pagina, il più sintetico nella descrizione del proprio prodotto sportivo: l’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
La copertura dichiarata di «tutti i campionati di calcio» è una formula larga, e va verificata sul palinsesto, perché è lì che la promessa si misura. Ma la struttura della proposta è chiara: la completezza delle tipologie di giocata — dalla singola al sistema — con un’app che non chiede altro che la registrazione per consegnare il benvenuto. L’identificazione con CIE tramite fornitore SPID è tra le vie offerte, come si è visto nella parte sulla registrazione.
Il marchio condivide con Lottomatica il gruppo e la società concessionaria, e con essa condivide anche il fatto di essere presente sul territorio con la rete dei punti vendita. Chi cerca un’app essenziale, senza una vetrina di mercati esotici, e vuole la copertura del calendario calcistico nazionale, trova qui una risposta diretta. Chi cerca profondità nei mercati secondari farà meglio a verificare prima su un singolo evento.
Il conto della serva: due esiti a 1,90 e il margine che ci sta dentro
Prima di chiudere, una verifica che vale più di molte classifiche. Prendete un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 — ripetiamo: un esempio illustrativo, non un prezzo rilevato su un operatore reale. La somma degli inversi delle due quote vale 0,5263 più 0,5263, cioè 1,0526. La quota di payout è il reciproco, quindi all’incirca il 95 per cento. Il margine è il cento per cento meno quella quota di payout: circa il 5 per cento, o meglio un valore nell’intorno del 5 per cento che dipende da quanti decimali la quota porta.
Ecco il numero che rende tutto il resto concreto. Su questo mercato ogni euro distribuito ne rende circa 95 al pubblico e 5 all’operatore. Se giocate 100 € su un evento a quella quota e vincete, il ritorno è 190 € e il guadagno netto è di 90 €, ma la lettura giusta non è questa: la lettura giusta è che, su quel mercato, il prezzo incorpora già uno scarto di circa cinque punti rispetto a quello che sarebbe il prezzo «equo» se l’operatore non trattenesse nulla.
Il margine è l’unica grandezza di questa pagina che si possa considerare un costo certo, perché è l’unica che non dipende dall’esito della partita. La quota può essere generosa o avara; il margine è lì comunque, in ogni euro giocato, vinto o perso che sia. E la sua entità cambia da mercato a mercato, da sport a sport e da operatore a operatore, il che significa che la domanda «qual è il bookmaker con le quote più alte» non ha una risposta unica: ha una risposta per mercato, per campionato e per ora del giorno.
Questo è anche il motivo per cui i confronti fra operatori vanno fatti con attenzione alla data. Le quote e i margini invecchiano più in fretta di qualunque altra cosa su queste pagine: un listino rilevato a marzo può essere irriconoscibile a settembre, e le condizioni contrattuali degli operatori — che invece cambiano lentamente — non garantiscono nulla sui prezzi. Chi decide sulla base di un confronto deve sapere quando quel confronto è stato fatto, altrimenti sta usando un’informazione vecchia per una decisione nuova.
E c’è un ultimo strato che vale la pena considerare, perché è quello che distingue un giocatore informato da uno che paga senza saperlo. L’imposta unica che l’operatore versa allo Stato è dentro la quota, e le aliquote non sono banali: si va dal 20,5 % per la raccolta sulla rete fisica al 24,5 % per quella a distanza, calcolate sulla differenza tra le puntate e le vincite. Sono cifre che l’operatore scarica sul prezzo, ed è la ragione per cui un bookmaker con concessione italiana non può competere alla pari con un bookmaker che opera da una giurisdizione a fiscalità più leggera. Non è una colpa degli operatori italiani: è la struttura del mercato. Ma chi confronta una quota italiana con una quota offshore dovrebbe sapere che la differenza non è tutta margine, e che una parte è imposta che finisce allo Stato — la stessa imposta che, dall’altro lato del tavolo, è la ragione per cui le vincite incassate da un concessionario ADM non vengono tassate al giocatore.
Le vincite, il fisco e le domande che nessuno fa in tempo a porre
L’ultima voce di costo è quella che il giocatore scopre per ultima, ed è anche la più semplice. Su un concessionario ADM, le vincite pagate sono al netto e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: secondo quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, la vincita arriva «tassata alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una dichiarazione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione di consultare un commercialista per il proprio caso.
Sul versante opposto, le cose cambiano radicalmente. Le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri ricadono in un’altra categoria: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le trata come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche nel caso di siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è questa: non c’è ritenuta, e va fatta una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta nota, e la posizione va espressa come andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Messe vicine, le due regole disegnano il quadro completo. Sulla piattaforma autorizzata il giocatore non pensa al fisco e non sbaglia. Fuori dalla piattaforma autorizzata il giocatore si trova contemporaneamente senza tutela sul conto, esposto al blocco del dominio, soggetto — per come ADM stessa descrive la norma — a una sanzione penale per la partecipazione a scommesse con operatori non concessionari, e con un obbligo dichiarativo su cui nessuno lo avvisa. È il momento in cui l’espressione «bookmaker non AAMS» smette di essere una categoria di ricerca e diventa una descrizione di rischio.
Nessuno di questi argomenti è un invito a giocare. Sono i termini in cui si svolge la scelta, e il quadro che emerge da questa pagina è che la scelta vera non è tra dieci marchi: è tra restare dentro un sistema regolato, con obblighi e tutele, o uscirne. Dentro, le differenze tra i dieci operatori esaminati stanno nella copertura dei campionati, nella profondità dei mercati, negli strumenti di contenimento che ciascuno ha scelto di costruire e nei binari di pagamento che accetta. Fuori, non c’è una differenza da confrontare: c’è un unico insieme di condizioni, tutte peggiori, per quanto competitive siano le quote.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS), dove ogni riga riporta un codice e un sito .it. L’operatore stesso indica numero di concessione e società nelle proprie condizioni. La lista non distingue i giochi offerti: per sapere se quel marchio tratta scommesse sportive va guardato il suo sito o la sua app.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota: 10 € a 1,85 rendono 18,50 €. Il guadagno netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno, quindi 8,50 € su quella giocata. Nelle multiple le quote delle singole gambe si moltiplicano tra loro in un’unica quota, e i margini si compongono di conseguenza.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato e si capovolge il risultato, ottenendo la quota di payout; il margine è il cento per cento meno quella quota. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 — esempio illustrativo — la somma degli inversi è circa 1,0526, il payout intorno al 95 % e il margine nell’ordine del 5 %.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre un aumento richiede sette giorni di attesa. L’articolo 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 richiede inoltre autolimiti su tempo, spesa e perdita e messaggi automatici sull’attività di gioco.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica cade sul concessionario, secondo quanto riporta la stampa di settore; è opportuno consultare un commercialista. Le vincite da siti non autorizzati o esteri ricadono invece nei «redditi diversi» secondo la risoluzione n. 141/E del 2010 e andrebbero dichiarate.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta senza protezione, ed è esposto al blocco del dominio, che agisce a livello DNS e viene aggirato dai mirror. ADM richiama l’articolo 4 della legge n. 401/1989, che sanziona anche il partecipante con ammenda e arresto fino a tre mesi.
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